PIQUADRO – RICAVI IN CRESCITA MA MARGINI IN CALO NELLA GESTIONE 2016/2017


BOLOGNA 13 GIUGNO 2017 Il gruppo emiliano bolognese della famiglia Palmieri (quotato in Borsa) i conti dell’esercizio chiuso lo scorso 31 marzo con un fatturato consolidato pari a 78,2 milioni, in aumento del 10,9 per cento, che ha consentito all’Ebitda di salire a 9,3 milioni (+7,4%). La gestione operativa chiude con un utile invariato a 5,7 milioni, dopo aver sostenuto maggiori ammortamenti (+23%). Utile netto in discesa da 3,9 a 3,4 milioni. Indebitamento finanziario netto in aumento di 1,5 milioni a 8,2 milioni. Il Board proporrà ai soci la distribuzione di una cedola pari a 0,04 euro, invariata rispetto a quella pagata sul bilancio 2015/2016. Il management stima di raggiungere i 100 milioni di giro d’affari nella gestione in corso, grazie anche all’acquisizione di The Bridge. Il CdA della società attiva nella produzione e distribuzione di articoli di pelletteria ha approvato il bilancio dell’esercizio chiuso lo scorso 31 marzo con ricavi consolidati per 78,2 milioni, in crescita del 10,9% rispetto ad un anno prima. Un incremento determinato sia dall’ingresso nel perimetro di consolidamento della società The Bridge, che dal 1° gennaio 2017 ha registrato ricavi per 5,08 milioni, sia dall’aumento pari al 2,2% delle vendite a marchio Piquadro. A queste ultime, in particolare hanno contribuito sia le vendite in Italia sia quelle all’estero, mentre dal punto di vista del canale distributivo il contributo alla crescita è arrivato dal canale Dos (+10,9%), che include anche il sito di e-commerce (+20,3%). I ricavi del canale Wholesale, che al 31 marzo 2017 rappresentano il 55,9% del fatturato totale del gruppo, evidenziano un decremento del 2,9% rispetto all’esercizio precedente, determinato dal calo delle vendite nel mercato domestico ed extraeuropeo, non completamente compensato dall’aumento delle vendite in Europa. Complessivamente la ripartizione geografica del fatturato evidenzia un +5,6% sul mercato italiano, che assorbe il 74,5% del fatturato, e un +38,7% nel mercato europeo, che si attesta così ad un 20,3% delle vendite consolidate. Nell’area geografica extra europea, nella quale il gruppo vende in 34 Paesi, il fatturato è invece in flessione del 15,6% rispetto all’esercizio 2015/2016, principalmente per effetto delle minori vendite in mercati quali Taiwan e Messico. Lo sviluppo del giro d’affari si è riflesso in una crescita del 7,4% dell’Ebitda, salito a 9,3 milioni. Un aumento assorbito dai maggiori ammortamenti stanziati nell’esercizio (+23%), che hanno mantenuto invariato in 5,7 milioni l’Ebit. In diminuzione il Ros che passa dall’8,1% al 7,3 per cento. La gestione chiude quindi con un utile netto di 3,4 milioni, dopo aver sostenuto oneri finanziari netti per 0,3 milioni. A fine marzo 2017 il gruppo presenta un indebitamento finanziario netto pari a 8,2 milioni, in aumento rispetto ai 6,7 milioni di un anno prima. Hanno contribuito alla sua dinamica, da un lato un free cash flow di 12,2 milioni e la cessione del Key Money del negozio di Parigi per 3 milioni, controbilanciati da 2 milioni di dividendi, investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali per 1,7 milioni, 4,6 milioni relativi all’acquisizione dell’80% della The Bridge e l’esposizione finanziaria di 8,4 milioni della The Bridge, ereditata all’atto dell’acquisizione. Il management prevede che nell’esercizio 2017/18 il gruppo possa, dopo l’acquisizione della The Bridge, avvicinarsi ai cento milioni di fatturato e crescere, a parità di perimetro, con tassi simili, se non superiori, a quelli già registrati nel corso dell’anno 2016/17. Sulla profittabilità il Board prevede margini industriali in aumento in costanza di un rapporto Euro/Dollaro allineato all’esercizio precedente. Il Consiglio di Amministrazione proporrà alla prossima assemblea, fissata per il 20 luglio 2017, la distribuzione di un dividendo unitario pari a 0,04 euro per azione (invariato), per un ammontare complessivo pari a 2 milioni.

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