PARMESAN: IN GIAPPPONE SI PUO’ FARE?


REGGI EMILIA 29 GENNAIO 2018 Formaggi di qualità come il Parmigiano Reggiano a rischio in base all’accordo commerciale per il libero scambio tra Ue e Giappone ? Non è detto perché l’accordo firmato dalla Commissione dovrà essere ratificato dal Parlamento Europeo ma i timori sono elevati in base al testo definitivo dell’Epa (Economic Partnership Agreement) che presenta brutte notizie tanto da indurre Assolatte a parlare dei termini stabiliti nel documento come “i peggiori mai negoziati dall’Unione Europea in un accordo commerciale”.

Sulla carta tutte e dieci le Dop italiane (che sono Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di bufala campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Provolone Valpadana, Taleggio) verranno tutelate.

C’è tuttavia una eccezione che riguarda nello specifico il Parmigiano Reggiano. La Commissione Ue ha dato il via libera alla possibilità di registrare marchi a nome Parmesan in Giappone.

Una beffa per il consorzio del Parmigiano Reggiano e per l’Italia, che da anni si battono contro questo marchio, simbolo dell’italian sounding cioè della contraffazione alimentare.

“L’Europa riconosce così che il Parmesan non è un’imitazione del marchio Parmigiano Reggiano, nonostante l’Italia abbia vinto cause in tutto il mondo sostenendo il contrario: un precedente pericoloso” commenta a Repubblica Massimo Forino, direttore di Assolatte.

In entrambi i casi l’accordo prevede comunque che debba essere chiara in etichetta l’origine non italiana del prodotto.

Se con 10mila tonnellate e circa 80 milioni di
euro di export nel 2017 il Giappone è un importante mercato di sbocco per i formaggi italiani, le clausole contenute nell’Epa aprono la strada ai prodotti australiani, neozelandesi e statunitensi che potranno vendere Parmesan e Romano Cheese (che a differenza del pecorino romano è fatto con latte di vacca) in Giappone sfruttando la somiglianza del marchio italiano.

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