OK ALL’AUMENTO DI CAPITALE UNICREDIT MA LE FONDAZIONI RISCHIANO DI “PESARE DI MENO”


BOLOGNA 13 GENNAIO 2016 L’aumento di capitale da 13 miliardi per Unicrdit è stato approvato con una percentuale bulgara . Non perché non sia un sacrificio, anzi, ma evidentemente è condivisa la sensazione che la manovra sia «indispensabile per il salvataggio della banca», come ha scandito il presidente di Fondazione CariVerona, Alessandro Mazzucco. Così si spiega il 99,6% dei favorevoli, che fa il paio con il 99,8% dei consensi che il nuovo ad, Jean Pierre Mustier, ha incassato quando pochi minuti dopo c’è stato da ratificare la sua nomina in cda.
Rimane però complicata la strada per le Fondazioni, anche di quelle emiliano romagnole, che in virtù del protocollo Acri-Mef non possono indebitarsi, nè costruire derivati per seguire gli aumenti: Verona, che proprio l’altroieri aveva annunciato di aver assottigliato dello 0,5%, potrebbe cercare di difendere il 2,2% residuo (anche se la presenza, e le dichiarazioni, di Mazzucco lasciano intendere che nulla è scontato), Torino si sarebbe già attrezzata per presidiare il suo 2% abbondante. a Bologna Carimonte e le altre, come ad esempio Manodori di Reggio e Trieste, potrebbero in parte diluirsi, così come alcuni dei soci privati italiani. La nuova fotografia dell’azionariato si avrà con la prossima assemblea, che – ha detto Vita chiudendo i lavori – potrebbe svolgersi per la prima volta a Milano.

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