MAXI INVESTIMENTI PARMALAT SU STABILIMENTO COLLECCHIO


COLLECCHIO 3 APRILE 2018 «Negli ultimi tre anni Parmalat ha investito quasi 20 milioni nel polo di Collecchio, destinati a tutte le aree del sito produttivo: dall’impianto di cogenerazione (riduzione di emissioni di CO2 ed efficientamento energetico del 30%) all’automazione (nuovo magazzino di pallettizzazione automatico con 9.000 posti pallet aggiuntivi), dalla robotizzazione del processo di fine linea a nuove linee di produzione per avere più flessibilità e più formati». Lo dice il direttore generale di Parmalat Italia, Giovanni Pomella, nella lunga intervista sulla Gazzetta di Parma, commentando i risultati di uno studio condotto dalla Sda Bocconi che mettono in evidenza il ruolo di Parmalat nell’intera economia nazionale: una forza industriale che dal 2011 ha aumentato in modo importante la propria dimensione multilocale. «In Italia abbiamo oltre 1.900 dipendenti, ma arriviamo a dare lavoro, all’interno delle varie filiere, a 134mila persone. La multilocalità è un aspetto importante della cultura di Parmalat e in quest’ottica continueremo a investire». Pomella sottolinea anche «l’impatto rilevante di Parmalat sul territorio nazionale: il contributo al Pil italiano è quasi di un punto percentuale».
«La filiera ha la necessità di evolversi – spiega il dg – e noi stiamo lavorando in diverse regioni per creare filiere integrate di latte biologico, uno dei trend di sviluppo dei prossimi anni. L’efficienza ha sempre rappresentato uno degli elementi centrali del nostro sviluppo». Anche l’innovazione di prodotto «è uno degli elementi chiave nella storia di Parmalat e continuiamo a lavorare in questa direzione. Punti fermi sono la qualità e la sicurezza alimentare. Oggi abbiamo un sistema industriale certificato per tutti gli elementi rilevanti, dalla qualità del prodotto alla relazione tra la struttura industriale e il territorio».
Pomella parla di bilancio 2017 «positivo in un contesto di mercato complesso che, nonostante i segnali di ripresa dell’economia, rimane abbastanza negativo. C’è poi una grande variabilità della materia prima, sia in termini di prezzo che di disponibilità». La performance di Parmalat nel 2017 è stata buona, per volumi e risultati, «attraverso l’innovazione e la spinta distintiva dei nostri prodotti».

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