MANDARINA DUCK CHIUDE LO STABILIMENTO DI BOLOGNA


BOLOGNA 9 MARZO 2015 Mandarina Duck chiude lo stabilimento di Cadriano (Bologna), esternalizza anche la realizzazione dei campionari e sposta tutte le operazioni nella sede milanese di E-Land Italy, filiale della società coreana proprietaria del marchio di pelletteria. I dipendenti sono 34, 20 saranno messi in mobilità e ai rimanenti 14 verrà proposto il trasferimento a Milano.
La produzione vera e propria è da tempo affidata a laboratori esterni situati in Europa orientale, Turchia, Cina, Vietnam e India. La notizia ha sollevato la protesta delle organizzazioni sindacali che accusano E-Land di voler smantellare l’azienda, disperdendo un patrimonio trentennale di know how. Fondata nel 1968 dai cugini Paolo Trento e Piero Mannato in un sottoscala di Bologna con il nome di Plastimoda, Mandarina Duck diventa un brand alla fine degli anni Settanta e ottiene il successo grazie all’innovazione nel design e alla scelta di materiali inediti per la pelletteria, lanciando modelli iconici come lo zainetto Utility e la linea da viaggio Tank. Nel 2008 il gruppo Burani acquista il 100% delle azioni di Mandarina Duck, che entra a far parte di Antichi Pellettieri. Con il fallimento del gruppo di Reggio Emilia, nel 2011 la controllata Mosaicon cede Mandarina a E-Land, ma i tentativi di rilancio del brand sotto la proprietà coreana non vanno a buon fine e due anni dopo, nel 2013, c’è un primo ridimensionamento dello stabilimento di Cadriano. Oltre a Mandarina Duck, E-Land possiede in Italia i brand Coccinelle (pelletteria), Belfe (abbigliamento), Lario 1898 e Sutor Mantellassi (calzature). (riproduzione riservata) Andrea Guolo (Bologna).

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