INALCA E CDP PREANNUNCIANO UN PROTOCOLLO D’INTESA PER LO SVILUPPO DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE IN ANGOLA


MODENA 28 NOVEMBRE 2017 In occasione della visita del Presidente
Paolo Gentiloni in Angola, il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e Inalca (Gruppo Cremonini),
attraverso la propria controllata angolana, hanno preannunciato la sigla nelle prossime
settimane di un protocollo d’intesa per lo sviluppo del Centro Nazionale Agroalimentare
(CNA), un polo industriale da costruire a Luanda per la trasformazione, conservazione e
distribuzione di prodotti agroalimentari angolani.
La realizzazione del Progetto CNA prevede un investimento graduale fino a 150 milioni di
euro – sulla base del livello di sviluppo della produzione agricola angolana – e il
coinvolgimento di PMI italiane fornitrici di tecnologie e di specifico know how che avranno
Inalca come riferimento del pool italiano per la realizzazione di impianti di avanguardia per
sviluppare le varie filiere (carni, pesce, ortofrutta e cereali).
In tale ottica, CDP potrà sostenere l’iniziativa mediante il proprio intervento e quello delle
Società del Gruppo, SACE e Simest, in qualità di co-finanziatore, garante o investitore, al fine
di rafforzare l’attività delle imprese italiane in Angola. Con questo intervento, come
dichiarato da Antonella Baldino, Chief Business Officer di CDP, il Gruppo intende
promuovere le sfide legate alla agricoltura sostenibile e alla sicurezza alimentare nel
continente africano, in linea con l’implementazione dell’Agenda 2030.
Il protocollo di intesa, ha dichiarato Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Inalca
presente a Luanda durante la visita, verrà sottoscritto nelle prossime settimane con la
condivisione delle Amministrazioni Angolane competenti.
Il tema dello sviluppo dell’agroalimentare in Angola è stato al centro del dibattito tra il
Presidente del Consiglio italiano e il Presidente della Repubblica di Angola. I rapporti tra
Italia e Angola sono consolidati da tempo in vari settori economici e il ruolo del nostro Paese
può rivelarsi strategico nella diversificazione dell’economia angolana, soprattutto in settori
in cui il nostro Paese è leader mondiale di qualità e sostenibilità.
L’Angola è caratterizzata da una grande potenzialità di produzione agroalimentare grazie alla
sua ampia disponibilità di terra fertile, alla elevata quantità di acqua disponibile ed all’ampia
quota di popolazione impiegata nell’attività agricola. La recente politica di diversificazione
dell’economia angolana ha posto al centro lo sviluppo della produzione agricola nazionale e
la progressiva sostituzione dei prodotti agricoli oggi importati con quelli ottenuti sul
territorio angolano, aumentando il valore aggiunto dei propri prodotti agricoli attraverso la
trasformazione degli stessi in prodotti alimentari a maggiore valore aggiunto pronti al
consumo.
Per il raggiungimento di tali obiettivi è fondamentale garantire innanzitutto la catena del
freddo che eviti lo spreco e la distruzione dei prodotti agricoli conseguente alle condizioni
non ottimali di conservazione; altro elemento necessario è la realizzazione di investimenti
nel settore della trasformazione alimentare ed in particolare della trasformazione dei
cereali, della carne e del pesce, filiere a cui lo Stato Angolano ha dato priorità di sviluppo.
Serve inoltre un’efficiente catena logistica che copra Luanda e le principali città per fornire
tutti i canali (retailer, food service, amministrazioni, ospedali, ecc).
Inalca, azienda leader nel settore della carne bovina e della distribuzione alimentare, opera
in Angola sin dagli anni 90 con attività di distribuzione di prodotti alimentari. A partire da
inizio anni 2000, la società ha effettuato ingenti investimenti a Luanda ed in altre città
(Lobito) nella catena del freddo e nella trasformazione attraverso la sua sussidiaria Inalca
Angola Limitada.
Inalca è la società del Gruppo Cremonini leader europeo nella produzione di carni bovine, salumi e
snack, e nella distribuzione di prodotti alimentari all’estero, è una delle poche aziende italiane a
presidiare l’intera filiera produttiva. L’azienda, partecipata da Cdp Equity (Gruppo Cassa Depositi e
Prestiti), nel 2016 ha realizzato ricavi per 1,76 miliardi di Euro, di cui il 50% realizzato all’estero.
Vanta una presenza internazionale con 15 impianti produttivi (di cui 12 in Italia, 2 in Russia, 1 in
Canada) e 26 piattaforme logistiche di distribuzione (6 in Russia, 1 in Kazakistan, 4 in Angola, 3 in
Algeria, 5 in Congo, 4 nella Repubblica Democratica del Congo, 2 in Mozambico, 1 in Costa d’Avorio).
Inalca commercializza ogni anno oltre 500.000 ton di carne, produce 100.000 ton di hamburger, 200
milioni di scatolette, con 7.200 referenze di prodotto (con i marchi Montana, Manzotin, Ibis e
CorteBuona) e 5.050 collaboratori.

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