GRUPPO CIR FOOD: NEL 2017 RICAVI A 618 MILIONI DI EURO (+6%)


REGGIO EMILIA 2 MARZO 2017 Ricavi a 618 milioni di euro (+6%) con un utile netto di
12,2 milioni di euro. Sono questi gli obiettivi del Gruppo CIR food illustrati oggi ai soci,
in occasione della presentazione del piano di sviluppo 2017 tenutasi a Reggio Emilia.
Un anno decisivo nel percorso di crescita del Gruppo di ristorazione che vedrà un
incremento significativo degli investimenti, pari complessivamente a 40,5 milioni di
euro, con un consolidamento della leadership nella ristorazione collettiva ed una
particolare attenzione al segmento commerciale, cui saranno destinati 10 milioni di
euro.
In un mercato di fatto fermo sul fronte della ristorazione collettiva (-0,3% lo scorso
anno), CIR food ha deciso di mettere in campo gli oltre 40 anni di esperienza e risorse
adeguate per incrementare la propria attività nel settore commerciale. È qui che si
registra, infatti, una crescita costante nell’ultimo triennio (+9,6%) con un valore
complessivo di 4,2 miliardi di euro nel 2016, di poco inferiore ai 4,8 miliardi della
collettiva (dati Cerved-Databank).
“Nel 2017, in linea con gli obiettivi strategici, rafforzeremo con importanti investimenti la
nostra leadership nel segmento scuola e sociosanitario, intensificando la nostra
presenza nel mercato privato, con un focus particolare sulla ristorazione aziendale e
sui servizi welfare – dichiara Chiara Nasi, Presidente CIR food –. Proseguiremo sulla
strada tracciata dal nostro piano di sviluppo che ci porterà a crescere soprattutto nel
settore commerciale. Gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere sono supportati dalla
nostra identità fondata su cibo, cultura e persone che operano con la volontà di
rendere accessibile a tutta la comunità il piacere e la qualità della nutrizione”.
Nel 2017 la ristorazione scolastica continuerà ad avere un ruolo centrale nell’attività di
CIR food, con la promozione del proprio modello incentrato sulla crescita culturale e
sull’acquisizione di corrette abitudini alimentari. Il fatturato complessivo sarà di circa 195
milioni di euro.
L’asse sociosanitario della ristorazione collettiva è quello in cui CIR food si è
sviluppata maggiormente negli ultimi anni, e nel 2017 il Gruppo si concentrerà su
opportunità di sviluppo più redditive e su nuovi processi produttivi, come il refrigerato. Il
fatturato dovrebbe attestarsi sui 135 milioni di euro.
Nel 2017 CIR food intensificherà la presenza nel mercato privato, incrementando i suoi
investimenti nella ristorazione aziendale e nei servizi welfare, privilegiando le
imprese che condividono l’importanza di una ristorazione di qualità come benessere per
i propri lavoratori. In questo segmento si stima un fatturato di 80 milioni di euro.
Nel segmento dei buoni pasto Bluticket, la strategia 2017 prevede il superamento del
solo ticket per il pasto, grazie all’implementazione di ulteriori servizi di welfare aziendale.
Il fatturato si attesterà intorno ai 78 milioni di euro con 14 milioni di buoni pasto erogati.
Entro dicembre CIR food, che vanta una rete di oltre 100 locali commerciali, aprirà 10
nuovi store con le insegne Aromatica, Chiccotosto, Let’s Toast, Viavai, La Polpetteria,
concept innovativi con tutte le carte in regola per competere con i big del settore nel
travel retail e nelle gallerie dello shopping. Dal segmento commerciale sono attesi
ricavi pari a 71,8 milioni di euro (+10%), obiettivo che da piano strategico, al 2020, è
fissato a 120 milioni di euro.
Nel 2017 CIR food preparerà un totale di 88,5 milioni di pasti all’interno delle 1.300
cucine presenti in 16 regioni italiane.
Fra le nuove gestioni del Gruppo CIR food avviate quest’anno, si annoverano i servizi di
ristorazione per grandi aziende come Bulgari (Valenza), Montenegro e Philiph Morris a
Bologna, Tetra Pak (Rubiera), ThyssenKrupp (Terni), Italiana Coke (Savona), Mino
(Alessandria), per le scuole di Pisa e per l’ospedale di Cremona.
I 12.000 dipendenti, di cui 6.865 soci, rappresentano il reale vantaggio competitivo di
CIR food. L’impresa continuerà ad investire in progetti di formazione e aggiornamento
professionale, oltre che in innovazione e ricerca per la riduzione dei consumi e degli
sprechi alimentari, di nuovi sistemi di produzione/conservazione e di digital innovation.

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