GRANAROLO:UTILE NETTO GRUPPO 2017 DIMEZZATO A 10,1 MLN, CEDOLA 0,08 EURO


bologna 22 marzo 2018 Il gruppo Granarolo, uno dei principali palyer dell’agroalimentare italiano, ha chiuso il 2017 con ricavi consolidati delle vendite pari a 1.273 milioni (+7,8% annuo). L’Ebitda si e’ attestato a 70,1 milioni, pari al 5,5% dei ricavi, in diminuzione del -13,4% annuo. I margini, si legge in una nota del gruppo, registrano un peggioramento dovuto al forte incremento dei costi delle materie prime
L’Ebit e’ di 29,1 milioni, pari al 2,3% dei ricavi di vendita, in riduzione di 12,9 milioni rispetto all’esercizio precedente e il risultato netto dell’esercizio si dimezza a 10,1 milioni dai 22,6 del 2016
La Posizione finanziaria netta e’ di 137,5 milioni di euro, in incremento di 49,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2016
Il Cda di Granarolo ha deciso di proporre all’Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 6,5 milioni, pari a 0,08 euro per ciascuna azione. Dal 2010 a oggi sono stati distribuiti ai soci 50 mln di dividendi
Granarolo spa e’ controllata al 77,48% dalla Cooperativa Granlatte, Intesa SanPaolo detiene il 19,78% e Cooperlat il 2,74%.
Nel dettaglio la Business Unit Latte e Bevande di Granarolo registra un fatturato di 431,6 milioni, in decremento del 2,1% rispetto al 2016, in linea con il mercato nel latte fresco. La Business Unit Formaggi e Burro ha registrato ricavi per 523,8 (+9,6% annuo) anche grazie all’aumento delle esportazioni verso i paesi asiatici
La Business Unit Altri Prodotti (yogurt, prodotti vegetali, prosciutti, aceto balsamico, pasta e prodotti da forno) ha registrato ricavi per 317,5 mln (+21,1%), soprattutto grazie alle nuove acquisizioni
Le vendite del Gruppo sono tradizionalmente concentrate in Italia. La percentuale di ricavi in Unione Europea e’ aumentata raggiungendo il 20% del totale vendite mentre quella sui mercati extra Europei ha raggiunto l’8% del totale vendite, quasi raddoppiando
‘Il Gruppo ha mantenuto nel 2017 gli impegni contenuti in un piano industriale impegnativo, nonostante un prezzo della materia prima molto alto” – ha dichiarato nella nota sui conti Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo. “La tenuta e’ da attribuire – prosegue – a due importanti fattori: il processo di internazionalizzazione, a oggi il 28% del fatturato e’ realizzato all’estero, con un modello di acquisizione di distributori con forte radicamento nei mercati target. La forte capacita’ di innovazione e diversificazione del Gruppo in un mercato frammentato, in cui le preferenze dei consumatori si modificano ad una velocita’ senza precedenti’.

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