GAS PLUS: PROBLEMI IN ROMAGNA E IN ROMANIA


PARMA 11 GEN 2019 Lo “STOP ALLE TRIVELLE” annunciato dal Governo mette in discussione i programmi della società Gas Plus di Parma (quotata in Borsa).
In dicembre il MISE ava dato l’ok ai lavori alla società guidata da Davide Usberti.Le autorizzazioni firmate in dicembre dallo Sviluppo economico riguardano anche due concessioni per 10 pozzi per l’estrazione di metano a Lugo e Bagnacavallo per una durata di almeno 15 anni. Si tratta dell’area dei giacimenti San Potito e Longanesi, un’area che promette almeno 1,2-1,3 miliardi di metri cubi di gas. Sono giacimenti storici che erano stati scoperti dall’Eni-Agip quando aveva l’esclusiva su tutta la pianura padana; con il processo di liberalizzazione, le risorse sono state acquisite dalla compagnia petrolifera Padana Energiadel gruppo emiliano Gas Plus, che lavora in associazione con Aleanna. Nel dettaglio: 5 pozzi ( due esistenti e tre nuovi) per la zona di Bagnacavallo per la durata di 20 anni mentre, per quanto riguarda Lugo c’è il rinnovo della concessione di San Potito che è stata prorogata per 15 anni.
Lo STOP del <governo che riguarderebbe sia l’offshore sia la terraferma, non è ancora esecutivo: dovrà essere inserito sotto forma di un emendamento al decreto semplificazioni, e ricalca la bozza già circolata un mese fa, quando il tentativo dei 5 Stelle di inserire la moratoria nella legge di bilancio si arenò, probabilmente anche per la contrarietà della Lega di cui si dovrà ora misurare la reazione.
Gli scenari sono in movimento anche in Romania dove Gas plus partecipa a un programma di estrazioni in mare.
Il Governo umewno ha lanciat0 un di legge che ha suscitato un forte interesse da parte della comunità internazionale per via dei grandi investimenti esistenti nel Mar Nero da parte di Exxon Mobil, OMV Petrom, Lukoil, Gas Plus SpA e Carlyle International Energy Partners. Secondo la Black Sea Titleholders Association, negli ultimi 17 anni sono stati investiti più di 6,5 miliardi di dollari nelle sole attività di esplorazione, e lo sviluppo di impianti di produzione per nuovi progetti comporterà investimenti aggiuntivi di diversi miliardi di dollari. Il primo pozzo offshore in acque profonde è stato perforato in Romania nel 2012. Gli investitori offshore forniranno fondi per costruire l’intera infrastruttura marittima, sottomarina e onshore, per il collegamento con il sistema di trasporto nazionale.
A fine 2018 il Parlamento rumeno infatti ha posto le basi per futuri investimenti offshore nel Mar Nero, approvando un disegno di legge per regolamentare il quadro legislativo. La legge è entrata in vigore alla fine dello scorso anno e comprende disposizioni tecniche e fiscali per le attività di prospezione petrolifera offshore, comprese le licenze di prospezione, le condizioni di trasporto e la disponibilità di dati. Il disegno di legge aggiunge inoltre imposte sugli introiti supplementari ottenuti dai pozzi offshore, da cui vengono detratti gli investimenti nel segmento upstrream. Per gli investitori esistenti, il regime fiscale applicato sarà quello previsto da accordi individuali già sottoscritti.

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