FICO : 50 gg all’inaugurazione / nuove nomine


BOLOGNA 26 SETTEMBRE 2017 –  A 50 giorni dall’inaugurazione di FICO Eataly World, il Parco agroalimentare chiamato a lanciare una scommessa importante per la promozione dell’educazione alimentare in Italia e in Europa, la Fondazione FICO ha definito il suo organigramma e si appresta a entrare nel vivo della sua mission di ricerca e divulgazione legata alla sostenibilità agroalimentare.  
Presieduta dall’agroeconomista Andrea Segré, la Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità sarà attiva all’interno della Fabbrica Italiana Contadina Eataly World che si aprirà il prossimo 15 novembre, e  include fra i soci fondatori CAAB – Centro Agroalimentare Bologna, CoopFond, Azienda Sanitaria USL di Bologna oltre alle Casse previdenziali che esprimono professionalità strettamente legate al tema della salute alimentare: Enpam, Enpav, Enpab e Fondazione ENPAIA Periti Agrari.  Al nuovo ente si sono uniti intanto alcuni dei più importanti atenei e istituzioni nazionali di ricerca sul cibo: l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, l’Università di Trento, l’Università Suor Orsola Benincasa, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e il Future Food Institute. Ciascuna di queste realtà ha individuato un rappresentante per il Comitato di indirizzo della Fondazione: nell’ordine, il docente di filosofia del diritto Antonino Rotolo, il Direttore del Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente Ilaria Pertot, l’antropologo alimentare Marino Niola, il vicepresidente di Slow Food Italia Silvio Barbero e il Direttore del Food Innovation Program Matteo Vignoli.  Guida di riferimento per la progettualità di Fondazione FICO sarà il Comitato scientifico, un coordinamento ristretto del quale è stata affidata la presidenza a Paolo De Castro, attuale vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, affiancato da due note saggiste e ricercatrici nelle scienze dell’alimentazione, Elisabetta Moro e Patrizia Brigidi. 
 
«La Fondazione FICO è adesso operativa in vista degli obiettivi fissati alla sua costituzione: la promozione della conoscenza dell’agroalimentare, perché è attraverso il cibo che passa la salute dell’uomo e del pianeta. L’ambizione è di diventare un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale su questi temi centrali per il nostro futuro», ha spiegato il presidente Andrea Segrè, a capo di un Consiglio di Amministrazione nel quale siedono, in rappresentanza dei soci fondatori, Aldo Soldi, Chiara Gibertoni, Alberto Oliveti, Gianni Mancuso, Tiziana Stallone e Andrea Taddei, accanto ai componenti tecnici Tiziana Primori, AD della società di gestione Eataly World e Alessandro Bonfiglioli, Segretario generale Fondazione FICO.
 
Nel corso dei suoi primi mesi di vita la Fondazione FICO, online da questi giorni sul sito www.fondazionefico.org, ha attivato un intenso programma di incontri e laboratori per oltre un migliaio di studenti delle scuole di ogni ordine e grado nella Regione Emilia Romagna e nella Regione Campania. «È dall’educazione alimentare nelle scuole che vogliamo ripartire – aggiunge il presidente Segrè – per implementare quest’anno iniziative e progetti, proponendoci come istituzione di riferimento per la promozione dell’educazione alimentare anche a livello europeo, sulla base delle indicazioni consegnate dall’ultimo regolamento UE per la promozione del consumo di latte, frutta e verdura nelle scuole. In Emilia Romagna è sovrappeso il 28,6% dei bambini tra i 7 e i 10 anni e solo uno su 3 consuma 2-3 porzioni base di verdura e frutta nel corso della giornata, a fronte delle cinque previste dai principi di sana alimentazione. Proprio per questo vogliamo intensificare le nostre iniziative anche sul versante della dieta mediterranea, riferimento privilegiato intorno a cui ruoteranno le nostre attività divulgative: perché è uno stile alimentare molto noto ma purtroppo non ancora diffuso nel quotidiano delle nostre vite. Promuoveremo una “lecture” annuale in occasione della Giornata internazionale dedicata – il 16 novembre – per monitorare gli stili di vita e di alimentazione in Italia ma anche in Europa, e la loro evoluzione verso i traguardi indicati dall’OMS. Ci aiuteranno i due maggiori esperti della dieta mediterranea nel mondo, gli esperti di scienze antropologiche Marino Niola ed Elisabetta Moro. Uno straordinario impatto in chiave divulgativa arriverà anche con il frutteto della biodiversità, un’area di 300 mq che andremo a piantumare a FICO i prossimi giorni con piante che rappresentano frutti dimenticati e piante biodiverse. Sappiamo che il fico più antico d’Italia si trova a Parma: ne piantumeremo un clone in questo frutteto che diventerà un ‘laboratorio vivo’ per formazione e ricerca».  «Grazie alla sua Fondazione – sottolinea l’AD Eataly World Tiziana Primori – FICO potrà diventare un punto di riferimento internazionale per l’educazione, la formazione, la ricerca sull’alimentazione, il benessere e l’ambiente. Il valore dei componenti dei comitati scientifico e di indirizzo, e dei protocolli di intesa siglati finora ci offrono un grande patrimonio; il nostro compito sarà quello di unire cultura, didattica e divertimento, mettendoli a disposizione di tutti». «Accanto al Fondo PAI e alla società di gestione Eataly World Fondazione FICO è il terzo ‘pilastro’ del progetto che ruota intorno al progetto del Parco agroalimentare di imminente inaugurazione – osserva il Segretario generale Alessandro Bonfiglioli – Ed è per questo chiara e autonoma la mission della Fondazione, che sarà operativa con rigore scientifico nella ricerca e con spinta propulsiva nella cura e veicolazione dei progetti di promozione dell’educazione alimentare, sin dalla prossime settimane, in concomitanza con l’apertura del Parco». «L’opportunità davvero straordinaria – ha spiegato Paolo De Castro, presidente del comitato scientifico – è che FICO diventi piattaforma europea dell’educazione alimentare grazie alla contestuale operatività del nuovo Regolamente europeo che si tradurrà in un programma di educazione alimentare innovativo, perchè obbliga gli Stati membri a impiegare il 10%15 % delle risorse in programmi di educazione alimentare per studenti fino a 10/11 anni». 
Sono nove i Protocolli d’intesa ad oggi siglati da Fondazione FICO, spesso in tandem con Eataly World: nove strumenti di lavoro attivati con istituzioni chiave per la promozione della cultura agroalimentare e della sostenibilità, a cominciare dal Ministero dell’Ambiente, con il quale Fondazione FICO collaborerà per la promozione di uno stile di vita sano, corretto e responsabile nel segno della sostenibilità e salvaguardia ambientale e di una cultura focalizzata sull’economia circolare, attenta alla prevenzione degli sprechi e al riutilizzo delle risorse. Con ARPAE, Agenzia regionale per la Prevenzione, l’Ambiente e l’Energia dell’Emilia Romagna la Fondazione si impegna a collaborare in particolare per la realizzazione del “Frutteto della Biodiversità”, un polmone verde nell’area FICO che diventerà riferimento per i laboratori e le ricerche delle scuole in tema di educazione e formazione ambientale. E così, via via focalizzando su contenuti specifici, la Fondazione avvierà progetti sinergici con i Comuni di Bologna e Rimini per la sensibilizzazione e promozione delle eccellenze del territorio lungo la via Emilia; con Casa Artusi, per la promozione della cultura, della tradizione alimentare e delle eccellenze gastronomiche italiane; con Hera, CAAB e Eataly World per la sensibilizzazione dei cittadini sulle tematiche si sostenibilità ambientale, con il centro internazionale che fa capo all’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM) per il coordinamento di progetti legati al consumo consapevole e alla valorizzazione delle agrotipicità territoriali; con il Cervim, Centro Studi e Ricerche per la Viticoltura Montana in vista della formazione intorno alle innovazioni legate ai sistemi di agricoltura e trasformazione; con AmbienteParco per la veicolazione di progetti e iniziative legate al mondo della scuola; infine, sul territorio, con l’Agenzia Pilastro di Bologna per la collaborazione attraverso iniziative sinergiche sul piano della comunicazione ma anche dei percorsi di accompagnamento e inserimento lavorativo di cittadini in condizioni di svantaggio socioeconomico. 
 

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