FEDERUNACOMA Macchine agricole: le “variabili” di un mercato in crescita


BOLOGAN 19 FEBBRAIO 2018
Il mercato italiano delle macchine agricole chiude il 2017 con incrementi consistenti per molte tipologie di prodotto. Oltre alla vistosa crescita delle immatricolazioni di trattrici (+23,8% in ragione di 22.700 unità) e di trattrici con pianale di carico/motoagricole (+24,4% a fronte di 963 unità), e al bilancio comunque positivo di mietitrebbiatrici e rimorchi (rispettivamente +2%, con 350 unità e 1,4% con 9.377 unità), risultano in netta crescita anche gli acquisti per la componentistica, con incrementi che le aziende associate Comacomp stimano compresi fra il 10 e il 15%. Le vendite di macchine operatrici e attrezzature, dopo il calo avuto nel 2016 (-2,2%), vengono stimate in recupero nel 2017 sia pure sulla base di riscontri parziali e quindi ancora non misurabili sul piano statistico.

In crescita le esportazioni
Annata positiva dunque per l’industria di settore, che aveva scontato un calo della produzione nel 2016 (-2%) e che chiuderà invece il 2017 con un bilancio in attivo, dovuto oltre che all’incremento delle vendite a livello nazionale anche alla crescita della domanda sui mercati esteri. Le vendite di trattrici risultavano in crescita del 3% in Europa nel mese di ottobre, del 4,5 negli USA nel mese di dicembre, del 29% e dell’11% rispettivamente in Russia e Brasile nel mese di settembre, e sempre nei primi nove mesi dell’anno in crescita del 19% in India e del 33% in Cina. I dati Istat sulle esportazioni di macchinario agricolo italiano indicano nei primi dieci mesi del 2017 una crescita complessiva in valore (trattrici più altro macchinario agricolo) pari al 7,5% (3,89 miliardi di euro), con una ripartizione geografica che vede sempre l’Europa come maggiore area di sbocco con una quota pari al 68% del totale esportato e un incremento nei dieci mesi pari al 9,5%. Se si prende in considerazione la sola Unione Europea dei 28 Paesi la percentuale scende al 54%, con una crescita delle esportazioni pari al 4,8%, mentre incrementi di export si registrano anche nell’area asiatica (+8,9%) e africana (+7,9%).

Un andamento da interpretare
L’annata positiva – descritta questo pomeriggio a Verona nel corso della conferenza tenuta dal Presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti – deriva dalla combinazione di più elementi e richiede una valutazione analitica. I Piani di Sviluppo Rurale PSR, entrati a regime con i nuovi bandi a inizio 2017, hanno incoraggiato le vendite di macchinario, se è vero che le tre Misure che comprendono al loro interno fondi per l’acquisto di macchine agricole (“M.4 – Investimenti in immobilizzazioni materiali”, “M.6 – Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese”, “M.8 – Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste”) registrano progressi nelle erogazioni: a settembre 2017 i fondi per la Misura 4 risultavano impegnati per il 9,4% sul totale erogabile per l’intero periodo 2014-2020 (erano ad una percentuale del 4,9 nel settembre 2016); i fondi per la Misura 6 risultavano impegnati al 5,1% rispetto all’1,2% dell’anno precedente; quelli per la Misura 8 erano saliti al 10,5% rispetto al 5,5% dei nove mesi 2016.

L’impiego dei fondi INAIL
Anche il decreto INAIL (45 milioni di euro stanziati per l’acquisto di macchine con elevati standard di sicurezza) ha contribuito allo sviluppo della domanda, avendo assegnato sulla base delle richieste quasi tutti i fondi disponibili per l’acquisto di trattrici e macchinario agricolo. In dettaglio, dei 5 milioni di euro stanziati per i giovani agricoltori risultano assegnati 4,5 milioni a fronte di 132 richieste ammesse, mentre dei 40 milioni destinati a tutte le altre imprese agricole ne risultano assegnati 39, in riferimento a 1.344 richieste ammesse.

La “forzatura” della Mother Regulation
La crescita formidabile delle immatricolazioni di trattrici e trattrici con pianale di carico è invece dovuta solo in parte alla normale dinamica della domanda e deve essere invece attribuita in larga misura all’effetto Mother Regulation. Le case costruttrici hanno infatti intrapreso a fine anno azioni di marketing spinte per collocare gli stock di macchinario in giacenza, prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario che, prevedendo dal 1° gennaio 2018 nuovi criteri di omologazione, mette di fatto fuori mercato i mezzi omologati secondo i precedenti criteri.
“Per l’appunto sono proprio le macchine sulle quali si applica prevalentemente la Mother Regulation, vale a dire le trattrici e trattrici con pianale di carico, quelle che registrano un’impennata di immatricolazioni – ha spiegato Alessandro Malavolti – ed è il mese di dicembre quello nel quale, proprio in vista della scadenza, si sono intensificate le immatricolazioni facendo segnare un incremento medio nazionale per le trattrici pari al 118%”. Essendo la Mother Regulation applicata contestualmente in tutta l’Unione Europea, andamenti simili a quello italiano si notano in tutti i principali Paesi: la media delle immatricolazioni di trattrici registrate in Austria, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Italia indica a fine 2017 un aumento pari al 16%, con un picco di registrazioni nel solo mese di dicembre di oltre il 140%.

Il quadro previsionale
Le previsioni per l’anno in corso sono improntate ad un certo ottimismo, anche perché la prevista ripresa dei redditi agricoli potrebbe incoraggiare l’acquisto di macchinari nuovi, specialmente in presenza di strumenti di sostegno come i PSR. “Tuttavia – ha spiegato Malavolti – il fatto che un’alta percentuale di immatricolazioni sia stata spinta dalla scadenza della Mother Regulation potrebbe produrre un contraccolpo nel nuovo anno, con una flessione delle immatricolazioni fisiologica rispetto agli incrementi drogati del 2017”. Una certa stabilizzazione del mercato si potrebbe avere grazie ad un impiego più cospicuo e sistematico dei PSR: “Vorremmo che le percentuali di utilizzo dei PSR fossero complessivamente più alte e che le varie Misure fossero utilizzate in modo maggiore per l’acquisto di macchine agricole – ha concluso Malavolti – ma è importante che gli impegni di spesa siano comunque in progresso, e confidiamo sul fatto che entro la fine del 2018 si dovrà raggiungere un determinato livello di spesa per evitare la restituzione di una parte dei fondi UE, fatto che probabilmente produrrà un’accelerazione nei mesi finali dell’anno”.

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