EIMA A BOLOGNA FINO AL 2030


BOLOGNA 2 FEBBRAIO 2017 Eima, la fiera biennale delle macchine agricole, rimane a Bologna fino al 2030. Bolognafiere e FederUnacoma, l’associazione industriale dei produttori che organizza la fiera, hanno infatti siglato un accordo che prevede la permanenza a Bologna del salone per le prossime sette edizioni.
    L’accordo è subordinato al rispetto del programma di ristrutturazione del quartiere fieristico bolognese che, attraverso vari step intermedi, dovrà essere completato entro il 2024. Consolida una collaborazione storica cominciata nel 1969 e che ha organizzato 36 edizioni annuali e, dal 2006, sei biennali.
L’accordo tra BolognaFiere e FederUnacoma per la rassegna internazionale dell’EIMA è stato ufficialmente firmato. Il presidente di BolognaFiere Franco Boni e il presidente della Federazione italiana dei costruttori organizzatrice della rassegna Massimo Goldoni – firmatari del nuovo contratto – ne hanno dato notizia questa mattina a Bologna nel corso di una conferenza stampa.
A dispetto delle congiunture negative, l’EIMA di Bologna è passata dai 1.635 espositori del 2008 ai 1.915 dell’edizione 2016 svoltasi nel novembre scorso, con un incremento del 17%; e soprattutto è passata da un numero di visitatori pari 140.700 nel 2008 alla cifra record di 285.000 nell’edizione 2016, con un incremento del 103%. In proporzione analoga è cresciuto il numero degli operatori esteri (98%), passati dai 22.500 del 2008 ai 44.500 della scorsa edizione. Con questi numeri la rassegna dell’EIMA ha raggiunto una posizione di grande prestigio nel panorama internazionale delle fiere di settore, affermandosi come una delle prime in assoluto per numero di espositori e visitatori e come quella con il maggior livello di internazionalità, per la presenza di industrie costruttrici da 45 Paesi e di visitatori da oltre 160 Paesi.

L’accordo impegna le parti sino al 2030, per la realizzazione di otto edizioni biennali (a partire dal 2018), e consolida una collaborazione storica, iniziata con la prima edizione della rassegna tenutasi nel 1969 nella città capoluogo, una collaborazione che ha visto lo svolgimento sino a oggi di 36 edizioni annuali e di 6 edizioni biennali (a partire dal 2006).

L’accordo prevede la realizzazione da parte di BolognaFiere di un vasto piano di ristrutturazione e riqualificazione del Quartiere fieristico – condizione necessaria per dare ulteriori prospettive di crescita alla rassegna della meccanica agricola – con interventi distribuiti nell’arco dei prossimi otto anni e il completamento dei lavori fissato per l’edizione del 2024. Il contratto prevede altresì due “step” intermedi rispettivamente nel 2018 e nel 2022 per monitorare l’avanzamento del progetto in funzione delle esigenze dell’evento fieristico.
Al termine del processo di ristrutturazione del Quartiere la superficie espositiva netta sarà pari a 140 mila metri quadrati all’interno di padiglioni di nuova concezione e con i più elevati standard in termini di comfort e funzionalità.

L’investimento complessivo per il piano di revamping del Quartiere fieristico di Bologna si inserisce nel più ampio Piano di Sviluppo della Società, approvato dalla Assemblea dei Soci nel dicembre 2016.

“Con l’approvazione del Piano di Sviluppo da parte della Assemblea dei Soci BolognaFiere andiamo a rafforzare ulteriormente la nostra competitività a livello internazionale – dichiara Franco Boni, Presidente BolognaFiere – offrendo alle nostre manifestazioni, organizzate direttamente o ospitate, nuove opportunità di business. Bologna é una location espositiva con plus eccezionali, sia dal punto di vista dei collegamenti, sia per quanto riguarda la ricchezza di un territorio che trasforma il soggiorno in città in un’esperienza che non si limita agli ambiti commerciali. Una situazione che nasce anche dalla forte collaborazione di BolognaFiere con le Istituzioni locali, Comune e Regione in primis e che si concretizza in un più ampio progetto di marketing territoriale”.

“Il nuovo accordo si basa su una precisa logica economica che misura il potenziale dell’EIMA anche in prospettiva – ha detto il Presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni – e rappresenta per entrambe le parti una scelta imprenditoriale ben ponderata, peraltro sostenuta con convinzione dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Bologna”. “Ma l’accordo ha un valore importante anche sotto il profilo simbolico – ha aggiunto Goldoni – perché l’Emilia Romagna è nell’immaginario collettivo una terra di agricoltura e insieme di motori, una Regione che vede una concentrazione imponente di industrie costruttrici di macchine, attrezzature e componentistica per l’agricoltura e la cura del verde. Questo accordo rafforza dunque il sodalizio fra l’agricoltura e l’industria, e consacra Bologna come ‘capitale mondiale della meccanica agricola”.

“Questo fra BolognaFiere e EIMA è un accordo di straordinaria importanza – ha affermato il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – non solo perché garantisce a Bologna e all’Emilia-Romagna di continuare ad essere, sul panorama mondiale, una vetrina di straordinaria efficacia per quanto riguarda l’alta tecnologia legata alla meccanica agricola, ma anche perché rappresenta un esplicito riconoscimento alla centralità del sistema fieristico regionale, fulcro per ogni politica di internazionalizzazione di un sistema produttivo che vede nei mercati mondiali il proprio orizzonte di riferimento. Per questo, insieme agli altri soci pubblici e privati, come Regione Emilia-Romagna abbiamo operato affinché la Fiera di Bologna potesse essere nelle condizioni di rilanciare, potenziando le strutture e rinnovando il quartiere fieristico, per garantire ad essa e a tutto il sistema fieristico emiliano-romagnolo – che auspichiamo possa essere ricondotto ad una unica governance regionale – quei margini di crescita che sono indispensabili per una efficace promozione del nostro sistema produttivo”.

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