CRIF Ratings: rivoluzione metodologica per competere in Europa


BOLOGNA 22 FEBBRAIO 2017 La bolognese Crif Ratings si struttura per competere a livello Europeo nell’offerta dei servizi di rating per le corporate non-finanziarie. Con la conclusione della consultazione pubblica a fine Gennaio 2017, Crif Ratings ha ampliato la definizione di default estendendo lo scopo di operatività a tutte le corporate residenti nell’Unione Europea.

L’Agenzia, nata con autorizzazione rilasciata nel Dicembre 2011 dall’Esma, l’autorità di vigilanza europea dei mercati, ha operato in questi anni prevalentemente sul mercato italiano e spagnolo, focalizzando l’attività di rating su imprese di piccole e medie dimensioni che per la prima volta si affacciavano sui mercati obbligazionari domestici. L’attività è stata accompagnata da ricerca e commento dei principali eventi, settori e trend di mercato.

Negli ultimi due anni Crif Ratings ha esteso l’area di copertura analitica alle imprese quotate e a quelle con un importante ricorso al mercato obbligazionario. Nel 2016 l’agenzia ha attuato una rivisitazione metodologica, conclusa con la consultazione al mercato tra Dicembre e Gennaio 2017. La nuova definizione di default fa un esplicito riferimento alla regolamentazione europea dell’Insolvency, che a sua volta rinvia alle disposizioni in tema di insolvenza di ciascuna delle giurisdizioni dell’Unione Europea.

La nuova metodologia, ‘Corporate Rating Methodology’ è disponibile, previa registrazione, sul sito di Crif Ratings.

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