CREDEM: LA PRIMA USCITA DA “DIR GEN” GREGORI


REGGIO EMILIA 6 AGOSTO -“Ritengo la strategia di crescita che abbiamo scelto molto giusta. L’utile netto sconta diversi elementi straordinari. Il trimestre e’ stato ricco di avvenimenti”, tra cui la cessione di Visa Europe. Lo ha dichiarato il futuro d.g. di Credem , Nazzareno Gregori durante la conference call di commento ai risultati del secondo trimestre 2016, aggiungendo che “sul fronte dei volumi ci aspettiamo 700-800 mln in piu’ del dato di chiusura del 2015”. “Avrei preferito realizzare questa overperformance in un mercato in crescita”, ha sottolineato Gregori.”Non e’ che ci sia un cambiamento. Ma neanche una preclusione. Continuiamo a osservare quello che succede sul mercato. Io non credo vista la nostra mission (che e’ eccellente nella creazione di valore nel tempo) che per i nostri azionisti ci sia una grande creazione di valore immaginando un’operazione di M&A rispetto allo sviluppo di quello che abbiamo saputo fare negli ultimi anni. Io attribuiscono importanza ai modelli di governance, alla qualita’ del personale. Secondo, quello che sta succedendo sul mercato sta mantenendo il nostro vantaggio competitivo. Mi aspetto un’evoluzione ancora molto importante. La nostra strategia deve essere flessibilita’ e reattivita’, non stiamo a pensare a crescita esterna, interna. Se capitera’ un’opportunita’ la valuteremo ma non siamo qui ad aspettarla con le mani in mano. Investiamo. Non faccio previsioni. Vi assicuro pero’ che la strategia che stiamo applicando ci rende molto liberi”. Lo ha dichiarato il direttore generale di Credem , Adolfo Bizzocchi rispondendo alla domanda di un analista sull’eventuale considerazione della crescita tramite l’M&A. Il d.g. ha sottolineato che “abbiamo una grande sintonia con gli azionisti. Al momento faccio fatica a vedere delle opportunita’ da cui estrarre valore tramite un cambio di strategia”. “Al nostro interno c’e’ entusiasmo, che e’ quello che poi ti fa fare la differenza nei confronti del cliente. Penso solo a tutte le problematiche anche sindacali, a tutti i temi di esuberi, di trasferimenti” in uno scenario di eventuale fusione, ha proseguito Bizzocchi, aggiungendo che “la macchina non rallenta, si ferma. Ci deve essere veramente una condizione cosi’ favorevole che fa superare tutti questi problemi che noi conosciamo molto molto bene”.

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