CONGRESSO ASSIOM FOREX A MODENA. IL MONITO DEL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA


MODENA 28 GENNAIO 2017 “Per il triennio 2017-2019 le proiezioni di Bankitalia confermano una crescita media annuo dell’1% del Pil, ma non mancano i rischi. Lo scenario presuppone condizioni globali ragionevoli, e che i rendimenti a medio-lungo si mantengano contenuti. Occorre anche che prosegua la dinamica del credito all’economia”. E’ questo il monito del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel corso della seconda giornata del 23° congresso Assiom Forex che si svolge quest’anno alla fiera di Modena in occasione del 150° dalla fondazione di BPER. “Le conseguenze di un aumento dell’incertezza circa la determinazione politica nel perseguire un’indispensabile strategia di ammodernamento non vanno sottovalutate”. E’ il monito lanciato dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al congresso Assiom Forex che ricorda come tali incertezze siano “state finora limitate nel mercato finanziario, pur in presenza di valutazioni meno favorevoli delle agenzie di rating”. Visco ha ricordato come lo spread è più alto di 50 punti dei primi sei mesi del 2016 e si “è ampliato non poco il divario con la Spagna”.
Per 85% operatori mercato azionario in crescita o stabile 
Se sull’andamento futuro del pil nel 2017 rimangono dunque ancora molte incognite, sulle prospettive dei mercati finanziari gli operatori Assiom Forex appaiono invece molto più compatti nel prevedere un cammino agevole quantomeno nei prossimi sei mesi. Nel complesso infatti il totale di quanti vedono mercati stabili o in crescita nel prossimo semestre si attesta all’85% dall’88% di dicembre rimanendo comunque sui livelli più alti degli ultimi mesi. Solo una minoranza pari al 15% mette in conto che la borsa possa registrare cali, che per il 2% degli interpellati potrebbero essere anche superiori al 10% rispetto ai valori attuali. Per il 53% degli operatori il barometro segna invece inequivocabilmente rialzi, che per il 49% (ex 47%) saranno compresi tra il 3 e il 10 per cento mentre per un ulteriore 4% (ex 9%) sono possibili scatti superiori ai 10 punti percentuali. Vede invece indici stabili, una definizione che include variazioni massime del 3% tanto al ribasso quanto al rialzo, il rimanente 32% degli operatori.

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