CONCLUSA A RAVENNA OMC 2017- il futuro è la Low Carbony Economy


RAVENNA 3 APRILE 2017 Le prospettive della Low Carbony Economy e il contributo che l’innovazione tecnologica puo’ portare alla rapida decarbonizzazione dell’economia sono state al centro della panel session che ha concluso Omc 2017, la XIII edizione dell’Offshore Mediterranean Conference & Exhibition, la principale vetrina dell’Oil & Gas nel bacino del Mediterraneo. Aziende e imprenditori nel settore energetico si sono confrontati per individuare e discutere sul contributo che possono portare per affrontare le sfide di un’economia a basse emissioni e per sviluppare soluzioni tecnologiche che assicurino un utilizzo piu’ verde dell’energia, informa una nota. Elizabeth T rstad, ceo di Dnv Gl, ha parlato del grande potenziale nella riduzione delle emissioni di CO2 nella produzione di idrocarburi. Nella sola Norvegia Dnv Gl ha stimato che e’ possibile ridurre del 29% le emissioni grazie alla diffusione di tecnologie di efficienza energetica e alla diffusione di rinnovabili in un’ottica di integrazione con la produzione di idrocarburi. Un altro settore che puo’ contribuire in maniera significativa in questo senso e’ quello del trasporto che, come ha commentato Katia Valtorta, Principal Arthur D. Little, contribuisce per il 20% delle emissioni globali di gas climalteranti. La chiave, in questo caso, e’ il cosiddetto fuel shift, ossia la sostituzione dei combustibili attualmente utilizzati con il gas naturale. In particolare, Arthur D. Little stima che la penetrazione di Lng ha un grande potenziale per quanto riguarda il settore delle navi, dei camion, dei treni specialmente in aree geografiche quali Cina, India e Stati Uniti. Il problema fondamentale e’ di promuovere lo sviluppo delle infrastrutture per permettere una rapida diffusione dell’energia in questi segmenti di mercato. La transizione energetica e’ iniziata e non si arrestera’, ha ribadito Luca Cosentino, Executive vice president Energy Solutions Eni , e che bisogna promuovere, in particolare, la penetrazione delle rinnovabili per garantire il future low carbon che il mondo deve traguardare. L’impegno di Eni  in questo senso e’ consistente, sia in termini di investimenti, sullo sviluppo di nuove teconologie quali, ad esempio, il solare organic e a film sottile e il west to fuel, sia per quel concerne gli investimenti industriali con un forte impegno finanziario nel quadriennio. Wilfried Mass, Technical Development Leader Ccs Shell, ha presentato il quadro dei progetti di Ccs (Carbon Cacture and storage) su cui la societa’ si sta impegnando, illustrando in particolare il primo progetto su scala commerciale, avviato nel 2016 in Canada con il supporto finanziario dei governi canadese e dell’Alberta. Il progetto e’ dimensionato per catturare un milione di tonnellate annue di CO2 che equivalgono alle emissioni annue di 250.000 veicoli.

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