CHEF EXPRESS (CREMONINI) HA INAUGURATO LA NUOVA AREA “A PONTE” DI NOVARA, SIMBOLO DELLA RISTORAZIONE AUTOSTRADALE ITALIANA


modena 6 luglio 2017 Chef Express, società che gestisce tutte le attività di ristorazione del Gruppo
Cremonini, ha completato la ristrutturazione della grande area di servizio autostradale a ponte di
Novara Nord e Sud (A4 Milano-Torino), simbolo storico della ristorazione autostradale nel nostro
Paese. A Novara, infatti, l’imprenditore dolciario Mario Pavesi aprì nel 1947, esattamente
settant’anni fa, la prima area di ristoro sulle autostrade italiane.
L’inaugurazione ufficiale si è tenuta oggi con una conferenza stampa nella quale, oltre al Sindaco di
Novara Alessandro Canelli, sono intervenuti il Presidente di Satap, Gianni Luciani, l’AD del Gruppo
Cremonini, Vincenzo Cremonini, e l’AD di Chef Express, Cristian Biasoni. Al termine gli ospiti hanno
potuto degustare i piatti studiati dallo Chef Roberto Valbuzzi per il menù del ristorante OltreGusto.
Secondo Alessandro Canelli, Sindaco di Novara, l’intervento di Cremonini restituisce un nuovo volto
a una struttura che rappresenta un vero e proprio simbolo per la nostra realtà territoriale oltre che
per la ristorazione autostradale nel nostro Paese, dal momento che il vecchio “autogrill” è stato il
primo e pionieristico esperimento della ristorazione autostradale nel nostro Paese. La moderna
rivisitazione risulta innovativa nell’impostazione dei servizi e dell’offerta per i viaggiatori secondo
diversi tipi di proposte commerciali: non un semplice punto di sosta, ma un’area all’avanguardia che,
in linea con il suo passato, risulta oggi ancora una volta pionieristica nelle scelte di gestione
attraverso il sistema di digitalizzazione integrata. Apprezziamo inoltre il fatto che la moderna
impostazione, che ha visto la costante collaborazione con l’associazione di categoria Coldiretti, abbia
tenuto conto dell’opportunità di promozione dei prodotti del territorio, fungendo da volano per il
rilancio delle tipicità enogastronomiche e di una parte importante della nostra economia. Non da
ultimo vorremmo ricordare che all’interno dell’area già lavorano oltre cento persone e che
l’intenzione della società è quella di implementare ulteriormente i posti di lavoro secondo i diversi tipi
di esigenze che si presenteranno anche nel prossimo futuro”.
Cristian Biasoni, AD di Chef Express, ha spiegato che “Oggi c’è bisogno di ripensare il rapporto col
viaggiatore, adeguando l’offerta alla domanda attuale. Il progetto architettonico per l’area di
Novara, curato dallo studio Iosa Ghini Associati, ha questa intenzione ed è stato lungamente studiato
per essere all’altezza della storia di questa area e del futuro, introducendo un sistema di customer
experience innovativo per la ristorazione autostradale. L’obiettivo è stato creare un ambiente non
soltanto accogliente ma anche coinvolgente, un sistema olistico che ingloba il layout architettonico, le
insegne, la comunicazione digitale, l’organizzazione dell’offerta food e del market e i percorsi: tutto
coordinato in funzione esperienziale, con gli strumenti digitali integrati che caratterizzano tutta
l’area”.La progettazione architettonica è stata curata da Iosa Ghini Associati, con una particolare attenzione
verso i temi della sostenibilità ambientale, mentre la progettazione esecutiva e i servizi di
engineering sono stati affidati a Politecnica, una delle principali società italiane di progettazione
integrata (architettura, ingegneria e urbanistica). L’edificio è stato completamente rigenerato e
isolato con un rivestimento esterno di oltre 1000 mq di legno lamellare di abete bianco, così da
dimensionare al minimo i suoi impianti di climatizzazione ed evitare sprechi. Rispetto alla carbon
print, il legno, materiale ecosostenibile per eccellenza, svolge anche la funzione virtuosa di
assorbitore di CO2 che non va in atmosfera. Infine il rivestimento diventa anche la cifra “visibile”
della filosofia del progetto, dando un’impronta inconfondibile all’area rinnovata.
Il saving energetico è completato dall’installazione di dispositivi per limitare l’uso di elettricità e di
un impianto fotovoltaico, dall’uso di illuminazione con nuova tecnologia a led, e dall’impianto di
riscaldamento e condizionamento con un nuovo sistema ad alta efficienza.
Il tutto ha portato un risparmio di oltre 500.000 kWh equivalenti, pari a c.a. 210 ton di CO2 annue
non immesse in atmosfera. Inoltre, tutta l’energia elettrica acquistata è certificata al 100% da fonte
rinnovabile.

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