CAVIRO HA COMPIUTO 50 ANNI E PUNTA SULL’EXPORT


FAENZA 19 LUGLIO 2016 La cooperativa faentina Caviro ha celebrato i primi 50 anni di vita.
Il gruppo cooperativo, costituito nel 1966, rappresenta la più grande filiera vitivinicola italiana con 12mila viticoltori, con 34 cantine associate per un totale di 30mila ettari di superficie vitata e una produzione di uva attestata a 6 milioni di quintali, da cui si ricavano 4,8 milioni di ettolitri.

Oltre al vino, il gruppo Caviro comprende anche la divisione distilleria, seconda in Italia nella produzione di alcol, con una quota del 25% e co-leader mondiale nell’acido tartarico. Nei quattro stabilimenti produttivi, ovvero Faenza (energia e distillati), Savignano sul Panaro e Forlì (vino) e Treviso (acido tartarico) lavorano quasi 500 dipendenti, segno della forza e della garanzia occupazionale. “Nel 2015 abbiamo raggiunto i 300 milioni di fatturato – ha sottolineato durante il 50° il direttore generale di Caviro Sergio Dagnino – Siamo il primo player sul mercato italiano del vino con una quota di mercato pari all’8,3% e serviamo 7,3 milioni di famiglie consumatrici. L’88% del nostro vino proviene dalle cantine nostre socie, che ricevono dai 12mila viticoltori associati il 100% dell’uva prodotta. Dalla fascia premium alla fascia daily soddisfiamo in particolare le esigenze dei canali Horeca e Gdo”.
Al settore vino si aggiunge la divisione distilleria ed energia, che vale poco meno del 30% del fatturato. “La composizione dei ricavi vede un export con una quota del 28% – ha poi precisato Dagnino – ma è assolutamente una cifra che dobbiamo incrementare. Questo perché diversificare il fatturato ci porta nelle condizioni di essere maggiormente tutelati in caso di problemi su qualche mercato. I mercati principali di sbocco per il nostro export di vino sono Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Cina, questi sono per noi sono i punti di riferimento su cui continuare a puntare ”.

Ora il piano di lavoro prevede di far salire la quota di export, ferma al 28% con Tavernello,Castellino, Bottebuona, Brumale, Terre Forti e Tini ma anche con i vini di fascia alta.Le cantine Leonardo da Vinci producono il Chianti Da Vinci, category leader negli Stati Uniti, mentre la Cantina di Montalcino produce l’omonimo Brunello, che nel 2016 ha vinto la medaglia d’oro all’International Wine Challenge e al Berliner Wein Trophy, per l’annata 2011. Infine la Cantina Cesari produce il famoso Amarone.

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