BPER Approvati i risultati consolidati del primo semestre 2016


MODENA 5 AGOSTO 2016 Nel Bilancio consolidato al 30 giugno 2016 si evidenziano, per la prima volta, gli effetti dell’utilizzo dei modelli interni per la misurazione del rischio di credito, a seguito della loro validazione, prima in Italia sotto il Single Supervisory Mechanism, il 24 giugno scorso, da parte della BCE

Il CET1 ratio Phased in è pari a 14,49% (14,13% Fully Phased) e pone il Gruppo BPER ai vertici dei gruppi bancari italiani per indici di solidità patrimoniale. Il buffer di capitale in eccesso rispetto al requisito minimo richiesto dalla BCE (SREP al 9,25%) raggiunge i 524 bps (230 bps a marzo 2016)

Gli stress test condotti dalla BCE hanno confermato la resilienza del Gruppo a scenari macroeconomici particolarmente penalizzanti, stante un impatto sul CET1 ratio nello scenario avverso al 2018 in linea con il valore medio registrato dalle europee partecipanti allo stress test EBA. Se si tiene conto della validazione dei modelli interni, il CET1 ratio di Gruppo, nello scenario avverso al 2018, si posiziona tra i livelli più elevati del sistema bancario, sia in Italia che in Europa

A luglio, cessione pro-soluto di un portafoglio di sofferenze per un valore lordo di circa € 450 milioni , cui farà seguito un’altra importante operazione di vendita in linea con l’obiettivo di alienare il 10% circa dello stock lordo di sofferenze nel 2016

Utile netto del semestre a € 64,7 milioni (€ 73,2 milioni nello stesso periodo del 2015) realizzato in un contesto di mercato e di tassi particolarmente sfavorevole e influenzato sia da proventi straordinari che dal contributo 2016 al Single Resolution Fund

Redditività operativa in limitata contrazione del 2,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Impieghi netti in incremento dello 0,7% dalla fine del 2015 (impieghi lordi +1,0%) a conferma della ripresa dell’attività di finanziamento alla clientela

Crediti deteriorati netti sostanzialmente stabili sia rispetto al trimestre precedente sia alla fine del 2015 e in riduzione del 2,2% anno su anno; coverage ratio in ulteriore rafforzamento al 45,0% (44,2% a fine 2015)

Leverage ratio Basilea 3 Phased in pari al 7,0% (6,9% Fully Phased) tra i migliori del sistema ed indici di liquidità LCR e NSFR nettamente superiori al 100%

Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato ed approvato in data odierna i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 30 giugno 2016.
Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER Banca, al termine del Consiglio di Amministrazione commenta: “Il semestre appena concluso rappresenta una tappa fondamentale per il futuro del Gruppo perché, per la prima volta, dopo diversi anni d’intenso lavoro, possiamo utilizzare i nostri modelli interni ai fini della misurazione dei requisiti patrimoniali relativi ai rischi di credito (“AIRB”), in conseguenza della validazione ricevuta dalla Banca Centrale Europea. Il Gruppo BPER esprime ora uno dei più elevati livelli di solidità patrimoniale del sistema in Italia ed in Europa con un CET1 ratio Phased in pari al 14,49%. L’eccedenza di capitale rispetto al requisito minimo indicato dalla BCE (“SREP” al 9,25%) è estremamente elevata, pari a 524 bps, e ci permette di guardare al futuro con assoluta serenità e da una posizione di forza ancora maggiore. In aggiunta alla validazione, vale la pena ricordare almeno altri due eventi non meno importanti che rafforzano il quadro assai positivo appena delineato. Innanzitutto, all’inizio del mese di luglio, abbiamo perfezionato la cessione di un portafoglio di sofferenze per un importo di circa € 450 milioni, cui seguirà un’altra importante operazione di vendita entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di alienare il 10% circa dello stock lordo di sofferenze nel 2016. Inoltre, il risultato dello stress test 2016 eseguito da BCE a fine Luglio, tenendo conto dei benefici derivanti dalla validazione dei modelli interni, proietta il CET1 ratio di Gruppo, nello scenario avverso al 2018, tra i livelli più elevati del sistema bancario sia italiano sia europeo. Sul fronte dell’attività ordinaria, il bilancio consolidato del primo semestre registra un utile netto pari a € 64,7 milioni, livello di redditività che consideriamo soddisfacente tenuto conto che è stato realizzato in un contesto particolarmente sfavorevole per le costanti turbolenze sui mercati finanziari e per livelli di tassi di interesse in continua diminuzione e ormai strutturalmente sotto “zero”. Segnali incoraggianti provengono dall’attività di finanziamento alla clientela che nel periodo segna un incremento dei crediti netti dello 0,7%. Il livello delle coperture dei crediti deteriorati complessivi migliora ulteriormente attestandosi al 45% dal 44,2% di fine 2015 e si conferma uno dei più elevati tra i diretti competitors. Sul fronte interno, tra le tante attività svolte o in corso di realizzazione previste dal Piano industriale, si sottolinea la razionalizzazione della rete distributiva in Sardegna a seguito del trasferimento al Banco di Sardegna delle filiali della Banca di Sassari, con la trasformazione di quest’ultima nella società di “Consumer finance” del Gruppo”. Tale processo di semplificazione ha consentito la chiusura di ulteriori 40 filiali nel trimestre per un totale di 98 filiali dall’inizio del 2015. In sintesi, si può affermare che alla fine di questo intenso periodo di lavoro, reso complesso dalle elevate tensioni sui mercati finanziari, i nostri clienti, soci e dipendenti possono fare affidamento su un Gruppo tra i migliori del nostro paese, in grado di esprimere i massimi livelli di solidità patrimoniale, liquidità, leverage e presidio del credito, oltre che una soddisfacente redditività”.

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Conto economico: dati principali
Il margine di interesse si attesta a € 590,4 milioni in diminuzione del 5,2% anno su anno principalmente a causa del livello dei tassi a breve termine ormai strutturalmente negativi (media dell’Euribor 3 mesi del primo semestre 2016 pari a -22 bps che si confronta con una media di -6 bps dell’ultimo semestre dello scorso anno e +6 bps del primo semestre del 2015) che hanno condizionato negativamente l’andamento dello spread complessivo, seppur in presenza di una costante diminuzione del costo del funding non in grado, però, di controbilanciare il calo del rendimento dell’attivo. Il margine di interesse del secondo trimestre dell’anno è pari a € 293,6 milioni (€ 296,8 milioni nel primo trimestre 2016) in contenuto calo dell’1,1% rispetto al trimestre precedente in presenza di uno spread complessivo solo in lieve diminuzione (-3 bps).
Le commissioni nette, pari a € 358,1 milioni, risultano in calo dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In dettaglio, su base semestrale, il forte aumento nel periodo delle commissioni nette relative alla raccolta gestita e “bancassurance” (+7,3% anno su anno) non è stato sufficiente a controbilanciare il calo delle commissioni nette su finanziamenti e garanzie (-2,2% anno su anno) e su carte, incassi e pagamenti (-6,3% anno su anno). Nel secondo trimestre dell’anno, le commissioni nette sono pari a € 181,0 milioni in aumento del 2,2% rispetto al trimestre precedente, confermando il trend di crescita delle commissioni nette da raccolta gestita e “bancassurance” (+9,0% trimestre su trimestre) accompagnate dal buon recupero di quelle relative a carte, incassi e pagamenti (+5,7% trimestre su trimestre).
Il risultato netto delle attività di negoziazione (comprensivo dei dividendi) si attesta a € 73,5 milioni (-2,4% rispetto ad un primo semestre dello scorso anno caratterizzato da un andamento particolarmente positivo) a causa delle tensioni e dell’elevata volatilità dei mercati finanziari; tale risultato include proventi straordinari per € 30,2 milioni relativi alla plusvalenza realizzata riferita alla cessione della partecipazione detenuta dal Gruppo in Visa Europe finalizzata nel secondo trimestre dell’anno; al netto di queste componenti non ricorrenti, il risultato netto ordinario delle attività di negoziazione e dividendi registra un calo del 42,5% rispetto ad un primo semestre dello scorso anno caratterizzato da un andamento particolarmente positivo dei mercati. Hanno concorso al suddetto risultato, utili netti realizzati su titoli e derivati per € 78,9 milioni, minusvalenze nette su titoli e derivati per € 17,6 milioni, e altri elementi positivi per € 3,5 milioni comprensivi della componente “Fair Value Option” sulle passività finanziarie, oltre ai proventi straordinari prima citati.
La redditività operativa risulta pari a € 1.054,0 milioni, in calo del 2,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in diminuzione del 5,4% escludendo i proventi straordinari sopra menzionati principalmente per effetto del minore contributo del risultato della finanza e del margine di interesse.
I costi della gestione risultano pari a € 639,7 milioni, in aumento dell’1,9% anno su anno. Le spese per il personale ammontano a € 398,2 milioni in lieve incremento dello 0,5% anno su anno. Le altre spese amministrative sono pari a € 203,9 milioni (€ 197,0 milioni nel primo semestre 2015; +3,5% anno su anno). Gli ammortamenti su attività materiali ed immateriali ammontano a € 37,6 milioni (€ 34,4 milioni nello stesso periodo del 2015; +9,0% anno su anno).
Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 272,1 milioni, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2015 (-11,6%). In dettaglio, le rettifiche operate su crediti ammontano a € 276,1 milioni (€ 297,7 milioni nel primo semestre 2015). Le rettifiche nette su altre attività risultano positive (riprese di valore) per € 4,0 milioni (erano negative – rettifiche di valore – per € 10 milioni nello stesso periodo dello scorso anno) e includono una ripresa di valore straordinaria per un importo pari a € 11,0 milioni relativa ad un accantonamento al Fondo Interbancario Tutela dei Depositi (“FIDT”) per Tercas e contabilizzata alla voce 130 d). Il costo del credito complessivo al 30 giugno 2016 è pari a 63 bps (126 bps annualizzato rispetto ai 162 bps registrati nel 2015).
Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri si attestano a € 22,1 milioni (€ 26,5 milioni nel primo semestre 2015) in calo del 16,6% anno su anno.
L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 92,9 milioni al 30 giugno 2016 che si confronta con un utile pari a € 115,6 milioni nel primo semestre dello scorso anno. Le imposte sul reddito di periodo sono calcolate pari a € 27,8 milioni (€ 34,6 milioni al 30 giugno 2015), con un indice tax rate pari al 29,9%.
L’utile netto complessivo del periodo si attesta a € 65,1 milioni (€ 81,0 milioni dello stesso periodo dello scorso anno) e comprende un utile di periodo di pertinenza di terzi pari a € 0,4 milioni (€ 7,8 milioni al 30 giugno 2015). L’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari a € 64,7 milioni (€ 73,2 milioni al 30 giugno 2015).

Stato patrimoniale: dati principali
La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie va¬lutate al fair value) si attesta a € 45,7 miliardi, in calo del 3,4% rispetto alla fine del 2015 in applicazione di una precisa strategia di Asset & Liabilities Management volta ridurre il costo della raccolta mantenendo un profilo di duration equilibrato tra le poste dell’attivo e del passivo; tra le diverse componenti della raccolta, si registra un incremento della raccolta a vista (conti correnti e depositi liberi) dello 0,7% rispetto a fine 2015, mentre risultano in calo la componente obbligazionaria, prevalentemente retail, per € 1,1 miliardi (-14,7% da fine 2015), i depositi vincolati per € 0,3 miliardi (-14,3%) e i certificati di deposito per € 0,5 miliardi. La raccolta diretta è costituita in prevalenza da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza (68,5%) e obbligazioni (14,4%) di cui il 59% sottoscritte dalla clientela retail.
La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 31,7 miliardi, in aumento del 4,3% da inizio anno. In particolare, la raccolta gestita risulta in aumento dell’1,3% da fine 2015 in presenza di una raccolta netta del semestre positiva per circa € 0,3 miliardi. La raccolta amministrata registra, nello stesso periodo, un aumento del 7,1%, principalmente per effetto di raccolta istituzionale. Il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 4,2 miliardi, evidenziando una notevole crescita da inizio anno (+12,7%).
I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 44 miliardi evidenziando un aumento pari allo 0,7% rispetto a fine 2015 a conferma del trend di ripresa dell’attività di finanziamento con la clientela già cominciato negli ultimi trimestri, con l’evidenza del buon andamento del comparto mutui (+0,8%). Nell’ambito delle specifiche forme tecniche, si conferma la performance positiva del comparto dei mutui residenziali che registrano una crescita degli importi delle nuove erogazioni del 23,4% rispetto al primo semestre 2015.
L’ammontare dei crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) è di € 6,4 miliardi sostanzialmente stabili da fine 2015 (+0,6%) con un coverage ratio complessivo del 45,0% rispetto al 44,2% della fine dello scorso anno tra i più elevati del sistema, senza considerare né l’ammontare dei “write off” su sofferenze ancora in essere (1,2 miliardi) che portano l’indice di copertura al 50,1% (49,7% al 31 dicembre 2015) e neppure il valore delle garanzie reali e personali. Nel dettaglio, la componente di sofferenze nette è pari a € 3,1 miliardi (+3,3% da fine anno) con un livello di copertura del 58,5% (58,2% al 31 dicembre 2015) senza considerare il valore delle garanzie reali e personali; inoltre, tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza (“write-off”) la copertura si attesta al 64,3%, sostanzialmente invariata rispetto a fine 2015. Le inadempienze probabili nette sono pari a € 3,1 miliardi sostanzialmente stabili rispetto alla fine del 2015 (+0,4%) con un livello di copertura del 22,1% (21,9% al 31 dicembre 2015) e i crediti scaduti netti sono pari a € 0,2 miliardi in diminuzione del 29,7% dalla fine dello scorso anno con una copertura pari all’8,2%.
Tali valori non tengono conto della cessione del portafoglio di sofferenze per un valore lordo di libro complessivo pari a circa € 450 milioni, perfezionata successivamente alla chiusura del semestre, e che troverà evidenza contabile con l’approvazione dei risultati trimestrali al 30 settembre 2016.
La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 7,0 miliardi rispetto a € 4,4 miliardi di fine 2015 ed è determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 1,1 miliardi e i debiti della stessa na¬tura pari a € 8,1 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea risulta pari a € 4 miliardi interamente riconducibile alla partecipazione alla seconda serie delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine denominata “TLTRO-II” (“Targeted Longer Term Refinancing Operations-II”) che hanno integralmente sostituito il rifinanziamento pari a 3,3 miliardi presente al 31 marzo 2016 (€ 1,3 miliardi riconducibili a finanziamenti a breve termine e € 2 miliardi al “TLTRO-I”). Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano a € 13,1 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 4,7 miliardi disponibili.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 13,0 miliardi, in incremento del 12,5% rispetto alla fine del 2015, e sono pari al 20,8% del totale attivo. I titoli di debito rappresentano il 92,5% del portafoglio complessivo ed ammontano a € 12,0 miliardi: di essi, € 6,7 miliardi sono riferiti a titoli governativi, in massima parte rappresentati da titoli di Stato italiani, mentre € 4,2 miliardi sono riferiti a banche ed enti sovranazionali.
A fronte delle attività disponibili per la vendita (AFS) pari a € 9,5 miliardi, sono complessivamente presenti riserve da valutazione positive per € 178,9 milioni, al netto della relativa componente fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 194,6 milioni e di riserve negative per € 15,7 milioni. In particolare, la riserva AFS relativa ai titoli governativi in portafoglio evidenzia plusvalenze per un valore (al netto delle imposte) di € 80,1 milioni (€ 90,2 milioni al 31 dicembre 2015). Inoltre, relativamente al portafoglio delle attività finanziarie detenute fino a scadenza (“HTM”) pari a € 2,6 miliardi, la differenza tra il fair value ed il valore di bilancio, al netto della relativa componente fiscale, risulta positiva (“riserva implicita netta”) per € 150,6 milioni.
I mezzi patrimoniali complessivi al 30 giugno 2016 ammontano a € 5,7 miliardi (+0,2% rispetto a fine 2015), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari ad € 0,7 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 5,0 miliardi, in calo dello 0,7% da fine 2015.

Capital ratios
I ratios patrimoniali, calcolati per la prima volta tenendo conto della metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, in virtù della recente validazione dei modelli interni, con un beneficio di circa 3 punti percentuali.
I ratios, determinati tenendo conto della quota di utile realizzato al 30 giugno 2016 destinabile a patrimonio , raffrontati con i dati al 31 marzo 2016 e al 31 dicembre 2015 , si evidenziano come segue:
• “Common Equity Tier 1 ratio (Phased in)” pari all’14,49% (11,55% al 31 marzo 2016; 11,54% al 31 dicembre 2015). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (Fully Phased), è pari al 14,13%;
• “Tier 1 ratio (Phased in)” pari all’14,55% (11,65% sia al 31 marzo 2016 che al 31 dicembre 2015);
• “Own Funds ratio (Phased in)” pari al 16,04% (12,73% al 31 marzo 2016; 12,80% al 31 dicembre 2015).

Principali dati di struttura al 30 giugno 2016
Il Gruppo è presente in diciotto regioni italiane, con 1.175 sportelli bancari in calo di 41 unità rispetto ai 1.216 presenti alla fine del 2015, oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a.. La rilevante diminuzione delle filiali è prevalentemente riconducibile all’attività di razionalizzazione nell’ambito dell’operazione di trasferimento nel Banco di Sardegna delle filiali della Banca di Sassari, con la trasformazione di quest’ultima nella società di “Consumer finance” del Gruppo, in linea con gli obiettivi e le tempistiche previste dal Piano industriale 2015-2017.
I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.451 unità, in aumento di 4 unità (erano 11.447 a fine 2015).

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Principali fatti di rilievo intervenuti successivamente al 30 giugno 2016
In data 14 luglio 2016, il Gruppo BPER ha perfezionato la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza a due distinti investitori specializzati del settore, Algebris NPL Fund e Cerberus European Investments. Il portafoglio di sofferenze ceduto è costituito da circa 15.000 posizioni per un valore lordo di libro complessivo (“Gross Book Value” o “GBV”) pari a circa € 450 milioni . I crediti in sofferenza ceduti sono in prevalenza assistiti da garanzie reali (87%) e relativi a controparti “corporate”; la quota “unsecured”, cioè non assistita da garanzie reali, inclusa nel perimetro di cessione è pari a circa € 58 milioni (13% del portafoglio complessivo ceduto) ed è composta da circa 14.500 posizioni. L’impatto della transazione sul conto economico consolidato non è significativo. La cessione ha connotati peculiari per il mercato domestico quanto a rilevanza di ammontare e caratteristiche del portafoglio, prevalentemente “corporate secured”. Con tale operazione BPER intende perseguire l’obiettivo prioritario di riduzione dello stock lordo di sofferenze; nella seconda parte dell’anno, infatti, è prevista una seconda operazione di vendita di un portafoglio di sofferenze, prevalentemente “unsecured”. Tali operazioni vanno inquadrate nell’ambito della strategia di gestione delle sofferenze che ha l’obiettivo di ridurre lo stock nonché di migliorare le performance di recupero. Al centro delle iniziative intraprese al riguardo si collocano l’operatività della società di Gruppo BPER Credit Management, dotata di un organico di oltre 170 risorse specializzate e già attiva dal primo gennaio di quest’anno, a cui è stata affidata la gestione delle sofferenze, e l’esternalizzazione delle posizioni “small-mid tickets” a servicers esterni specializzati.

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Prevedibile evoluzione della gestione
Il ciclo economico internazionale, pur mostrando differenziazioni per area geografica, ha mostrato i primi timidi segnali di ripresa, pur in presenza di previsioni di crescita economica che scontano una forte incertezza derivante dai possibili impatti dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, sancita dal referendum dello scorso 23 giugno. In Italia, si registra un miglioramento dell’attività economica, già rilevato nei trimestri scorsi, e in parte confermato da una lieve crescita degli impieghi alla clientela e dalla prosecuzione del trend di crescita delle nuove erogazioni sia con riferimento al comparto dei privati sia a quello delle imprese. Nel corso del 2016, la dinamica degli impieghi alla clientela dovrebbe, seppure gradualmente, migliorare ulteriormente anche se non sono da trascurare fattori di maggiore incertezza determinati dall’esito del referendum nel Regno unito. Il livello ormai strutturalmente negativo dei tassi a breve termine continuerà ad esercitare pressione sul rendimento dell’attivo, anche se con intensità in graduale riduzione; al contempo, le azioni di repricing del passivo, unitamente al beneficio atteso dalle nuove operazioni di rifinanziamento decise dalla BCE lo scorso 10 marzo, consentiranno un ulteriore calo del costo della raccolta volto a contenere le pressioni sul margine. Un contributo positivo ai ricavi è atteso dalla componente commissionale, specie per ciò che riguarda il comparto dell’asset management e bancassurance. I costi del personale sono attesi in lieve calo, mentre le spese amministrative recepiranno gli effetti relativi all’attuazione dei progetti del piano industriale. Il costo del credito è atteso in sensibile miglioramento rispetto al 2015. L’insieme di questi fattori dovrebbe sostenere le prospettive di redditività ordinaria del Gruppo per la seconda parte dell’anno.

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