Bio-on completa la realizzazione dei fermentatori più grandi al mondo per la produzione di bioplastica PHAs


BOLOGNA 9 NOVEMBRE 2017 Bio-on, quotata all’AIM su Borsa Italiana e fra i protagonisti della nuova chimica ecosostenibile,
annuncia con orgoglio di aver ultimato la costruzione dei fermentatori che costituiscono il cuore della tecnologia
per la produzione di bioplastiche, 100% biodegradabili e naturali, nello stabilimento di Bio-on che verrà inaugurato il
prossimo anno. Si tratta di una grande sfida tecnologica che ha permesso di realizzare i fermentatori più grandi al mondo,
con una capacità di oltre 100 mila litri e un’altezza di oltre 13 metri. All’interno di questi grandi “silos” avverrà il processo
di fermentazione dei batteri che “producono” la bioplastica PHAs.
I nuovi fermentatori sono stati progettati dallo staff tecnico di Bio-on (Business Unit ENG) in collaborazione con RAF il
team interno di scienziati che ha sviluppato negli utlimi 4 anni i vari stadi di fermentazione aerobica. I due esemplari,
appena consegnati, saranno trasportati ed installati nel nuovo stabilimento Bio-on Plants di Castel San Pietro Terme a
Bologna e contribuiranno alla ormai prossima produzione di biopolimeri a uso cosmetico.
«Sono orgoglioso di aver commissionato ad una azienda Italiana la realizzazione di questi due grandi fermentatori – spiega
Marco Astorri, Presidente e CEO di Bio-on – in particolare a tecnici estremamente capaci, in grado di realizzare
apparecchiature innovative di grandi dimensioni. Questi fermentatori sono identici a quelli che saranno installati negli
stabilimenti dei nostri licenziatari sparsi in tutto il mondo. L’Italia è ritenuta leader mondiale nello sviluppo di processi
fermentativi e nel passato ha già contribuito efficacemente allo sviluppo di importanti antibiotici per la salvaguardia della
salute delle persone negli anni passati. Ridare vita a questa filiera industriale per produrre biopolimeri come il nostro PHAs
è una grande opportunità per il mondo del lavoro in Italia. Il nostro successo si trasferirà a centinaia di persone che
lavoreranno per costruire gli impianti che daranno forma al futuro della plastica».

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