IL BILANCIO DEI PRIMI 9 MESI DI PARMALAT


COLLECCHIO 13 NOVEMBRE 2017 I volumi di vendita di Parmalat per i 9 mesi – ottenuto escludendo i risultati delle attivita’ acquisite nel corso del 2016 e del 2017, mostrano un calo del 3,7% riconducibile a tutte le aree geografiche e, in particolare, all’America Latina (Brasile) e all’Africa. Il fatturato netto, esclusa iperinflazione, spiega una nota, si attesta a 4.839,2 milioni di euro, in aumento di 250,9 milioni (+5,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2016. Il margine operativo lordo nei primi nove mesi dell’anno e’ pari, esclusa iperinflazione, a 325,4 milioni di euro, in diminuzione di 11,5 milioni (-3,4%) rispetto ai primi nove mesi del 2016. Le originarie previsioni del Gruppo vedevano un secondo semestre in significativa accelerazione rispetto alla prima parte dell’anno; queste aspettative, gia’ aggiornate in sede di approvazione della semestrale, alla luce dei risultati dei mesi di agosto e settembre e dei dati preliminari del mese di ottobre, non si stanno realizzando in quanto il Gruppo non e’ riuscito a compensare pienamente la crescita dei costi dei fattori produttivi, nonostante le politiche commerciali messe in atto gia’ a partire dal primo semestre. Questo fenomeno ha inciso in maniera significativa sulla performance della business unit Canada, Paese che presenta ulteriori criticita’ in ambito industriale e logistico, pur avendo intrapreso piani di miglioramento. Infine, con riguardo alle altre aree di presenza del Gruppo, si segnalano specifiche problematicita’. Nel continente africano, pur in presenza di un trend positivo in Sud Africa, si assiste ad un rallentamento delle proiezioni di crescita e ad una difficile situazione nella controllata in Zambia. In America Latina permangono ritardi nell’implementazione dei piani previsti in alcune controllate e condizioni di mercato altamente competitive in altre. Queste situazioni hanno condizionato l’andamento del terzo trimestre e fanno prevedere una ulteriore flessione della redditivita’ attesa a fine anno. Alla luce di queste tematiche, a tassi di cambio e perimetro costanti ed escludendo gli impatti del Venezuela, si conferma un’evoluzione del fatturato netto contenuta entro l’1%, mentre si prevede una variazione negativa dell’Ebitda rispetto all’anno precedente in un range tra il -3% e il -5%.

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