Best practice alternanza scuola-lavoro: l’azienda Kohler e l’istituto Nobili di Reggio citate dal Ministero. I commenti sul progetto triennale di studenti, docenti e tutor aziendali.


REGGIO EMILAI 24 GENNAIO 2018 Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca cita l’azienda Kohler-Lombardini e l’Istituto Nobili di Reggio Emilia come best practice nel campo dell’alternanza scuola-lavoro.
Il piano formativo, sostenuto anche da Unindustria Reggio Emilia, si articola su tre anni e coinvolge tre classi per un totale di 45 studenti.
La co-progettazione è stata realizzata a quattro mani da parte di tecnici Kohler e docenti dell’IIS per la realizzare percorsi efficaci e volti a promuovere l’occupabilità dei giovani.
Le classi hanno effettuate visite nello stabilimento produttivo e frequentato lezioni frontali per approfondire l’organizzazione e i processi aziendali.
Sono stati affrontate anche tematiche come i profili e le competenze richiesti dal mondo del lavoro e alcune competenze tecniche utili in azienda (montaggio e il controllo della qualità).
Il monitoraggio e l’affiancamento permettono di instaurare collaborazioni proficue e di creare un bacino di possibili candidati per assunzioni future.

Gli studenti che hanno preso parte al progetto hanno dichiarato: “È stato entusiasmante confrontarmi con i tecnici Kohler e osservare da vicino le diverse fasi di produzione di un motore. Il dialogo con i lavoratori dell’azienda mi ha permesso di consolidare le mie conoscenze, mettendo in pratica ciò che avevo studiato sui libri grazie al lavoro del tutor”. E ancora: “L’esperienza mi è servita per chiarirmi le idee sulle professioni alle quali può avere accesso un ragazzo con il diploma di perito meccanico”.
“La scuola solitamente ci chiede di imparare nozioni e dimostrare le nostre conoscenze, questa invece è stata un’occasione per mostrare le nostre capacità e abilità pratiche”.

“Il progetto ha rappresentato un importante momento di apertura tra due mondi che troppo spesso non comunicano, ma dal quale entrambi possono ricavare benefici. Da una parte le imprese hanno necessità di tecnici competenti, dall’altra il mondo della scuola ha l’esigenza di adeguarsi sempre di più alle necessità di un mondo del lavoro in continua evoluzione, avvicinando le proprie programmazioni curriculari alle esigenze del territorio. Per i docenti la co-progettazione con l’azienda è stato un momento di confronto molto importante” – ha commentato la scuola.

Mentre l’azienda ha aggiunto: “Il coinvolgimento dei dipendenti che hanno svolto il ruolo di tutor è stato molto forte e ha impattato positivamente sul clima lavorativo, migliorando la motivazione personale e la valorizzazione delle esperienze maturate nel corso degli anni. Attraverso progetti come questo vi è la possibilità di utilizzare queste esperienze come momento di reciproca conoscenza in vista di un’eventuale futura assunzione”.

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