Barilla: da” bottega della pasta” a gruppo da 3,4 mld vendite in 140 anni di storia


PARMA 9 GIUGNO 2017 Barilla compie 140 anni. Nato come bottega di pane e pasta nel 1877, si legge in una nota, il gruppo parmense e’ oggi leader mondiale nel mercato della pasta, dei sughi in Europa continentale, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti in Scandinavia. Una realta’ che oggi e’ composta da 28 sedi produttive (14 in Italia e 14 all’estero) e che esporta in oltre 100 Paesi, con un giro d’affari che nel 2016 si e’ attestato a 3,4 miliardi di euro e oltre 8.000 dipendenti. Dagli stabilimenti del gruppo escono ogni anno circa 1,7 milioni di tonnellate di prodotti alimentari a marchio Barilla, Mulino Bianco, Harrys, Pavesi, Wasa, Filiz, Yemina e Vesta, Misko, Voiello, Academia Barilla. A partire dal 2010, l’azienda emiliana ha migliorato il profilo nutrizionale di 360 prodotti, togliendo nel 2016 l’olio di palma da tutti i prodotti da forno. Sul fronte della filiera pasta, Barilla ha poi sostenuto gli agricoltori italiani con nuovi contratti di coltivazione triennali che prevedono l’acquisto di 900.000 tonnellate di grano duro entro il 2019. Negli ultimi cinque anni ha inoltre ridotto del 21% i consumi idrici e del 28% le emissioni di gas serra degli stabilimenti produttivi. “Oggi abbiamo molte piu’ informazioni e competenze per capire e migliorare il prodotto dalle origini della materia prima nel campo di coltivazione fino all’impatto sul benessere degli individui, inteso come piacere gastronomico ed effetto sulla salute”, ha commentato nella nota il vice Presidente del gruppo, Paolo Barilla. “Siamo consapevoli che tutto puo’ essere migliorato ed e’ questo che ci da’ entusiasmo per continuare a lavorare con passione”. 

CAMBIATE 150 RICETTE NEL 2016. In occasione delle celebrazioni per i 140 anni di vita del gruppo Barilla, il colosso parmigiano della pasta ha presentato i risultati 2016 di «Buono per te, buono per il pianeta», il progetto, nato del 2010, che ha portato alla riformulazione di circa 360 prodotti migliorandone l’aspetto nutrizionale. 
Nel 2016 Barilla ha riformulato 150 ricette, togliendo l’olio di palma da tutti i prodotti da forno. Dal 2010 ridotte le presenze di sale per 740mila tonnellate, di grassi per 360mila tonnellate e di grassi saturi per altre 20mila tonnellate complessive. 
Forte poi l’impegno sull’agricoltura sostenibile con l’acquisto, sempre nel 2016, di 190.000 di tonnellate di grano duro ‘sostenibilè (+30% rispetto al 2015) e con l’introduzione di contratti di coltivazione triennali in Italia. L’impegno sulla sostenibilità ha consentito a Barilla di continuare il percorso di crescita economica (fatturato 2016 a 3.413 milioni di euro, +2% rispetto al 2015 al netto dell’effetto di cambio) e di reputazione aziendale. 
«Vogliamo progettare il nostro futuro attorno alla missione Buono per te, buono per il pianeta – dice Guido Barilla, presidente del gruppo -. Per fare questo è necessario diffondere una nuova cultura capace di cambiare l’attuale stile di vita, a partire da prodotti e processi nuovi e utili per la salvaguardia del nostro futuro. Il nostro modello di sviluppo è finalizzato a fare di Barilla il marchio preferito delle persone, sostenendo un’alimentazione sana e gioiosa, ispirata allo stile di vita mediterraneo». 

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