ARTONI A FINE CORSA: PRENDE FORMA IL CONCORDATO LIQUIDATORIO


REGGIO EMILIA 6 APRILE 2017 Accordo con i creditori e liquidazione: è questo il futuro di ciò che resta del gruppo Artoni dopo l’affitto di 14 filiali su 39 al gruppo Fercam di Bolzano. La proposta di concordato liquidatorio della società capogruppo Artoni Group, redatta dall’avvocato Massimo Zappalà, è stata depositata il 31 marzo presso la sezione fallimentare del Tribunale di Reggio. La situazione finanziaria e patrimoniale del gruppo Artoni non lascia scampo. Il bilancio 2016 ancora non c’è. Ma quello del 2015, approvato solo il 21 marzo scorso dopo le maxi-valutazioni apportate dal consiglio di amministrazione, vede perdite per 56 milioni di euro. Un buco che ha determinato la perdita del capitale sociale e un patrimonio netto negativo per 42 milioni.
La proposta di concordato prevede il pagamento integrale dei creditori privilegiati, mentre i creditori chirografarisarebbero rimborsati al 20%. I soldi per pagare i creditori arriverebbero essenzialmente dalla vendita del patrimonio immobiliare del gruppo Artoni. Si tratta di 16 immobili, posseduti parte in proprietà e parte in leasing.
La vendita a Fercam delle sedi di Campogalliano, San Giuliano Milanese (Milano), Mairano (Brescia) e Cesena Pievestina (Forlì Cesena) dovrebbe portare nelle casse della società 20 milioni di euro. Attraverso un accordo firmato la settimana scorsa con la AF Logistics di Lodi per la sede di Codogno, invece, la Artoni si libererebbe di un leasing di 14 milioni. Ora la parola passa al Tribunale.
Intanto l’incontro al Ministero del lavoro per la cassa integrazione straordinaria si è concluso con un rinvio al 26 aprile. La richiesta, così come formulata dall’azienda, è stata considerata irricevibile dal Ministero. Passeranno così altre tre settimane prima che i circa 300 dipendenti rimasti possano vedere l’inizio del percorso di riconoscimento degli ammortizzatori sociali.

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