ARENA EVENTI CAMPOVOLO – FIRMATO IL PROTOCOLLO DI INTESA PER FARE DELLA NUOVA STRUTTURA UN VOLANO PER TURISMO, LAVORO E PROMOZIONE TERRITORIALE


REGGIO EMILIA 30 OTTOBRE 2017 Non solo eventi. Ma un vero e proprio magnete in grado di generare turismo e nuove economie legate al settore musicale, degli spettacoli e della creatività. Questo sarà la futura Arena eventi del Campovolo secondo il Protocollo di intesa firmato oggi al Tecnopolo di Reggio Emilia per la definizione e realizzazione di un sistema di azioni per la promozione territoriale e turistica in relazione alle attività dell’Arena. A sottoscrivere l’accordo sono stati Comune di Reggio Emilia, Provincia, Destinazione turistica Emilia, Camera di commercio, Aeroporto Reggio Emilia spa, Associazioni di categoria, Organizzazioni sindacali, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e Coopservice, in qualità di mandataria della società che si è aggiudicata la costruzione e gestione dell’Arena stessa.
Obiettivo dell’accordo è rendere le attività promosse nell’Arena un volano per la promozione turistica e lo sviluppo economico del nostro territorio. Ovvero, far sì che la nascita dell’Arena possa essere un’occasione per una più ampia crescita locale, legata da un lato all’attrattività turistica, dall’altro alla creazione di nuove imprese nel settore culturale e creativo.

HANNO DETTO – “Nel nome della musica, ridefiniamo una parte importante del futuro di Reggio Emilia – ha detto il sindaco Luca Vecchi, presentando il Protocollo nella sede del Tecnopolo – L’Arena eventi è in grado di riposizionare la città in campo nazionale, qualificandola quale punto di riferimento per la musica dal vivo, ma anche per la ricerca e l’alta formazione, per lo sviluppo di un tessuto economico e occupazionale legato agli eventi, con ricadute importanti per l’attrattività e il turismo. La musica porta con sé un elevato contenuto di coesione sociale e cultura in senso lato, e su questo facciamo leva. Non è un caso che l’Arena nasca in questa città, in questo territorio, che vanta una cultura musicale dal vivo secolare e di rilievo internazionale, a cominciare dal suo teatro di tradizione e dall’Istituto musicale che evolverà in Conservatorio, con la presenza di imprese che della tecnologia legata al suono hanno fatto l’elemento di ricerca e sviluppo che tutti consociamo.
“Intercettando dinamiche economiche positive – ha aggiunto il sindaco – Reggio Emilia esce dalla crisi diversa da come vi era entrata, puntando sulle proprie eccellenze consolidate – mi riferisco all’Educazione, alla Meccanica-Meccatronica, all’Agrifood e alla Salute – e su ambiti per vari aspetti inediti, come l’Impresa culturale, con uno sforzo di investimento pubblico che ammonta complessivamente, calcolando cioè gli investimenti pubblici e pubblico-privati di interesse pubblico, stimabile in circa 500 milioni di euro. E’ il risultato di un lavoro, che ha coinvolto l’intera città, avviato e costruito nell’arco dell’ultima quindicina d’anni. L’Arena eventi si inserisce in questo contesto come elemento qualificante di una visione strategica della città fortemente innovativa ed è il più grande investimento compiuto per l’attrattività di città e territorio. E tale sforzo innovativo è evidente anche all’esterno: abbiamo operatori di primaria importanza nazionale nell’impresa culturale che hanno scelto di recente di insediarsi nel Parco innovazione, arricchendo notevolmente l’offerta di ricerca, economia e lavoro, oltre che il prestigio della città stessa”.
Il sindaco ha poi sottolineato l’apporto ambientale che il progetto Arena porta con sé (“l’impianto, a impatto di fatto pari a zero, sarà inserito in un grande parco urbano che mette a sistema e connette altre aree versi già esistenti”), il dialogo con i cittadini per una spiegazione compiuta dell’intervento (“è certamente necessario e sin da ora possiamo rassicurare sulla piena sostenibilità del nuovo insediamento”), ha ringraziato tutte le Associazioni e istituzioni firmatarie del Protocollo, i soggetti imprenditoriali impegnati a cominciare da Coopservice, Fabio Storchi, Rcf e coloro che hanno lavorato direttamente al progetto: “Ci hanno portato ad oggi tre anni di lavoro, un lavoro impegnativo, dall’esito non scontato, che ha dato frutto e ci consente di poter dire che abbiamo concretizzato l’impegno preso”.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti inoltre il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il presidente della Camera di commercio Stefano Landi, Roberto Olivi presidente di Coopservice, società capogruppo per la realizzazione e gestione dell’Arena e l’assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio Alex Pratissoli che ha illustrato alcuni degli aspetti salienti del Protocollo e del progetto Arena eventi, spiegando fra l’altro che la Conferenza dei Servizi sul nuovo intervento si è conclusa con esito positivo e che l’avvio dei lavori, approvata la variante urbanistica, è previsto entro l’autunno, che il progetto è stato ulteriormente arricchito dal punto di vista ambientale, prevede un’elevata qualità dei servizi, una dotazione di aree di sosta che rendono l’impianto autosufficiente e una sostenibilità elevatissima grazie anche alla piantumazione di oltre 1.500 nuove piante con la ‘desigillazione’ di circa 20.000 metri quadrati di terreni.
Fra i presenti, oltre ai rappresentanti delle Associazioni e Organizzazioni firmatarie del Protocollo, anche l’assessora con delega al Turismo e alle Attività produttive Natalia Maramotti presidente di Destinazione turistica Emilia, il rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia Angelo Oreste Andrisano e il presidente di presidente della Aeroporto Reggio Emilia spa Paolo Rovatti.

IL COMITATO DI GESTIONE – I firmatari del Protocollo – che in merito hanno dato vita a un apposito Comitato di gestione – hanno infatti riconosciuto nella realizzazione dell’Arena un’opportunità strategica per il territorio reggiano in termini di indotto economico per il settore turistico e di nuovi posti di lavoro. A riguardo, il progetto dell’Arena si pone in maniera coerente con gli altri poli dell’Area Nord, quale generatore di una nuova economia della conoscenza, nell’ambito sia della produzione e del lavoro, sia della ricerca nel campo della musica, dell’ingegneria del suono, dell’industria culturale e creativa, della gestione tecnica logistica e comunicativa di grandi eventi, generando la nascita di nuove imprese dedicate e la crescita di quelle esistenti, anche attraverso partnership di ricerca e innovazione con l’Università.

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