ANALISI VIAEMILIANET SUI MERCATI FINANZIARI NEL 2016- LE PREVISIONI 2017 SUL “PANIERE EMILIA ROMAGNA”


BOLOGAN 13 GENNAIO 2017 Il 2016 è stato un anno decisamente difficile per Piazza Affari e per i mercati finanziari in senso ampio, anche se il forte recupero messo a segno in dicembre dal listino italiano ha reso meno catastrofico l’esito finale.
Nel 2016’indice Ftse All Share è sceso su base annua del 9,9% mentre l’indice dei titoli a maggiore capitalizzazione, il Ftse Mib, ha perso il 10,2%.
In controtendenza si sono mosse le società del segmento Star che è salito del 4,2% ed è in questa tipologia che si concentrano gran parte delle 41 società quotate dell’Emilia Romagna.
Non è andata malissimo anche le “piccole“ del listino Aim Italia che nel 2017 dovrebbero beneficiare della normativa PIR- Piani Individuali di Risparmio (PIR).
Una tra le principali novità introdotte a inizio dicembre dalla Legge di Bilancio 2017.
Il 2016, in sintesi, è stato un anno quindi vissuto pericolosamente da chi ha investito in Borsa. E il 2017 si preannuncia dello stesso tenore.
Detto brevemente dei macro scenari veniamo al “paniere E- R”

Il numero chiave è il due.. è vediamo perché:

Due sono state le IPO, i nuovi ingressi sul Listino Principale di Milano:
tra le grandi sono entrate l’attesissima Ferrari, la “rossa” di Maranello, dopo il listing a New York
e la Technogym di Cesena… entrambi titoli che uscendo dai settori di appartenenza sono da classificare nel lusso- italian style
Due anche gli ingressi su Aim Italia, il segmento delle piccole aziende quotate
La modenese SITI B&T che produce impianti automatizzati per l’industria ceramica e
, sempre modenese, Energica che con le moto elettriche ad alte prestazioni dopo una fine 2016 “rombante” si prepara a un 2017 con l’attesa di nuove espansioni delle vendite su scala internazionale.
Due i delisting già annunciati per il 2017 … e non è un gran bel segnale..
La Parmalat di Collecchio che è di fatto già ridotta al lumicino in quanto a flottante trattato in Borsa da tempo… quindi nessuna sorpresa
E la Best Union Company che invece si prepara a un 2017 di crescita grazie ai servizi di ticketing e gestione grandi eventi e biglietterie nel mondo.. ma fuori dal listino di Piazza Affari

Il numero di quotate e-r scendera’ quindi certamente da 42 a 39.. per la prima volta sotto quota 40 da molti anni.. e altre operazioni di uscita dalla Borsa non sono escluse.

Due le IPO, le matricole annunciate che si preparano alla quotazione
in pipeline
rimangono IEG (fiera Rimini + fiera Vicenza), la bolognese Agrimaster e/o la bolognese Furla ma non ci sono certezze e molto dipenderà dai segnali che arriveranno dai potenziali investitori.
In realtà qualche analista dice che ne riparliamo nel 2018.
Ora vediamo come è andata per le società emiliano romagnole che in Borsa ci sono:
su 42 quotate nell’ultimo anno in terreno negativo sono 31 , solo 11 in terreno positivo
quindi la conferma di un’annata non positiva è arrivata più che puntuale
vediamo comunque i top e i flop!
* tre migliori
1) Aeroporto Bologna + 60,36 % una tra le migliori in senso assoluto in Borsa nel 2016
2) Plt Energia + 41,39 %
3) Technogym + 36,95 %.. due romagnole, di Cesena, in vetta alla gradiatoria
* tre peggiori
1) Landi Renzo -53,50 %
2) Unipol -45,98 %
3) Primi Sui Motori -40,62 %

Nel 2016 il paniere Emilia Romagna ha registrato quattro delisting, tre uscite: la bolognese Noemalife, la piacentina Bolzoni e attualmente Piacenza è l’unica provincia in regione che non ha nessuna società quotata, la ferrarese Mobyt e la cesenate Olidata

Nel 2016 non ci sono stati UPGRADE, passaggi dal listino a bassa capitalizzazione ai segmenti alti ma nel 2017 passeranno quasi certamente al listino principale due società: Plt Energia e la bolognese Bio-On, quella della bioplastica che continua a ritmi da record

Nel 2016 sono stati una dozzina gli ingressi nel progetto Elite di Borsa Italiana.. sono le “promesse” per integrare i mercati finanziari, si spera con nuovi progetti industriali basati sulla leva finanziaria

A fine anno sono entrate nel progetto ELITE la reggiana Nutristar che è specializzata in programmi nutrizionali per animali, la parmigiana X3 Energy che vende alle imprese energia elettrica, gas naturale, servizi e prodotti per l’efficienza e risparmio energetico ad alto valore innovativo e la Flo di Fontanellato, sempre nel parmense, che è specializzata nella produzione di bicchieri per il settore vending green oriented e i imballaggi alimentari.
Nel round di selezione precedente Massimo Bucci, neo cavaliere del lavoro, aveva portato nel progetto Elite di Borsa Italiana la Bucci Automation di Ravenna (100 milioni di euro di fatturato) affiancando il gruppo ceramico Rondine di Rubiera ( 86 milioni di fatturato e 296 dipendenti, export al 55%)e la Valcolatte di Piacenza (76 milioni di fatturato, 11 dipendenti e attività anche all’estero).
Nella prima selezione 2016 erano entrate la Ferrarini Salumi di Reggio Emilia (prosciutti cotti e crudi ma anche Parmigiano Reggiano e aceto balsamico), la Galloni Prosciutti di Langhirano nel parmense che produce solo Prosciutto di Parma DOP di alta qualità, la Mutti, sempre di Parma, che ha trovato nella filiera del pomodoro “alto di gamma” una nicchia di alta profittabilità e visibilità e ha appena accolto il fondo belga Verlinvest come socio al 25%.
Progetto Elite ha accolto anche la Pinko di Fidenza nel parmense (moda), la Focchi di Rimini (componenti per l’edilizia legata alla grande architettura) e la Horsa, una società informatica bolognese cresciuta in fretta grazie alla specializzazione nelle soluzioni innovative.

Il 2017 , lo dicevamo, si annuncia come un anno “incerto” per chi ha investito oppure pensa di investire in Borsa ma ci sono scenari in rapido mutamento e una certezza c’è:
il 2016 è da classificare tra le annate record per l’M&A per le fusioni e acquisizioni.
Sono passate di mano, in grande parte aziende di famiglia emiliano romagnole conquistate da colossi esteri ma ci sono stati anche importanti consolidamenti.
Ruolo di primo piano quindi per i fondi di private equity che anche nel 2017 avranno un ruolo da protagonisti perché di aziende “in vendita” o comunque bisognose di azionisti di diverso standing dalle famiglie dei fondatori lungo la via emilia ne troviamo tante e i dossier aperti lo dimostrano.
Il valzer delle banche sarà l’altro tema dominante. Il 2017 inizia con le fusioni tra BCC e con BPER che potrebbe muove le prime mosse.. ma deve decidere cosa fare anche Unipol Banca e molte altre aggregazioni si renderanno necessarie.
In chiusura c’è un tema da analizzare: quanto resta di “veramente emiliano romagnolo”??? C’è molto da tenere sott’occhio nelle start up, alcune geniali, che trovano anche nel crofunding, la raccolta di capitali diffusa via web, una soluzione. L’Emilia Romagna, oltre che con i grandi investitori esteri, può ripartire anche così.

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