Agricoltura. Regione Emilia-Romagna capofila in Europa per l’innovazione e il dialogo tra ricerca e impresa


BOLOGNA 16 APRILE 2018 Migliorare, tramite l’innovazione, la produzione e la competitività delle imprese e il reddito degli agricoltori. È questo in sintesi l’obiettivo dei Gruppi operativi attivati dall’Emilia-Romagna nell’attuale Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 che vedono agricoltori, ricercatori, università, imprese di trasformazione impegnati nelle sfide chiave: filiere produttive, cambiamento climatico, nuove fitopatie, efficienza idrica, tecniche di precisione, qualità dei suoli e sostanza organica, biologico, agricoltura periurbane, benessere animale, antibiotic free, recupero scarti organici.
L’esperienza dei Gruppi operativi per l’innovazione in Emilia-Romagna (GO) è stata al centro di un seminario a Bruxelles a cui hanno partecipato, tra gli altri, Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo e l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli.
“Con grande orgoglio abbiamo presentato l’esperienza dei progetti di innovazione in agricoltura nella nostra regione- ha affermato l’assessore Caselli- . Abbiamo stanziato complessivamente grazie al Psr 50 milioni di euro per l’innovazione e grazie ai primi due bandi sono stati finanziati per 20 milioni di euro 93 Gruppi operativi con progetti che vedono al lavoro 250 soggetti. Nel 2018 saranno disponibili bandi per altri 9 milioni di euro, in grado di finanziare ulteriori progetti per un’agricoltura più sostenibile. Siamo la Regione leader in Europa nell’applicazione della politica comunitaria della ricerca agricola e- ha concluso Caselli – in questa occasione abbiamo ricevuto un grande riconoscimento dalla Direzione generale Agricoltura della Commissione europea che ha definito esemplare l’applicazione in Emilia-Romagna del Partenariato europeo d’innovazione”.
“Lo sforzo di investimenti che fa della Regione Emilia-Romagna la capofila in Europa nell’innovazione in agricoltura e nell’impegno di favorire il dialogo tra ricerca e impresa è un modello da seguire- ha affermato Paolo De Castro -. L’alleanza tra mondo agricolo e mondo della ricerca tramite i piani dei gruppi operativi è la chiave per realizzare un’agricoltura sostenibile”.
I Gruppi operativi dell’Emilia-Romagna sono una delle novità principali dell’attuale programmazione comunitaria e l’inedita alleanza tra mondo agricolo e mondo della ricerca affronta i problemi concreti delle aziende: grazie all’innovazione, alla sperimentazione di nuove tecnologie, a processi produttivi e modalità organizzative elaborate con il supporto dei centri di ricerca. Le principali sfide a cui si cerca di dare risposta con i GO riguardano la sostenibilità delle pratiche agricole, il sostegno alle filiere produttive, la valorizzazione della tipicità delle colture e dei prodotti agricoli regionali, la conservazione del suolo ed il risparmio idrico.
I numeri dell’innovazione
Nel 2016 la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 12 milioni di euro per i primi 52 progetti di GO finanziati nei cinque bandi per l’innovazione, aggregando una rete che comprende, oltre alle aziende private, tutte le Università dell’Emilia-Romagna, gli enti di ricerca Crpv di Cesena e Crpa di Reggio Emilia, il Consorzio di bonifica del Canale Emiliano-Romagnolo, l’azienda agraria sperimentale Stuard di Parma, l’Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia-Romagna e la Stazione sperimentale per l’industria delle Conserve agroalimentari di Parma.
Nel 2017 sono stati finanziati per 5,7 milioni di euro altri 35 progetti che interessano l’agricoltura biologica e sostenibile e il contrasto al cambiamento climatico; un’ulteriore finanziamento regionale di 1,4 milioni di euro ha permesso di avviare altri 6 progetti d’innovazione per rendere le imprese della nostra regione più competitive.

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