Fisco, San Marino non sarà più un paradiso


SAN MARINO, 6 MAG. 2009 – La Repubblica di San Marino conta di uscire a settembre dalla ‘lista grigia’ dei paradisi fiscali stilata dall’Ocse nei mesi scorsi e che verrà rivista in autunno e ha già scritto alla quasi totalità dei paesi dell’organizzazione per avviare accordi di scambi di informazioni in tema fiscale. E’ quanto hanno dichiarato i responsabili dei dicasteri delle finanze, degli esteri e dell’industria della Repubblica in un incontro a Roma. In particolare secondo il segretario alle finanze Gabriele Gatti "San Marino aveva già compiuto una scelta in questa direzione e ora tocca solo attuarla in concreto".San Marino comunque, ha sottolineato Gatti, non ha depositi o flussi finanziari paragonabili a quelli di altri ‘paradisi fiscali’ con una raccolta che si situa a 14 miliardi di euro per il 60% proveniente dall’estero, di cui l’ 80% dall’Italia, verso la quale vanno impieghi per 3,9 miliardi. "Non siamo il paese delle banche, del gioco o dei commerci" ha aggiunto ricordando che a San Marino "le tasse, sebbene più basse rispetto all’Italia ci sono" mentre il responsabile dell’industria Marco Arzilli ha rivendicato la base industriale sana del paese fatta di Pmi e manifattura che verrà rafforzata.Per il segretario agli Esteri Antonella Mularoni il governo di San Marino ha espresso alla quasi totalità dei paesi dell’Ocse la volontà di eliminare la doppia imposizione e di attuare scambi di informazioni, dietro richiesta motivata, e ha auspicato che anche gli altri paesi, compresi quelli più grandi, si muovano nella stessa direzione.

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