Firem, nulla di fatto in Regione


Un incontro interlocutorio, senza portare sul tavolo della Regione quei dati, come i numeri stimati di produzione, che sarebbero serviti a definire il piano industriale. A Bologna si sono incontrati i sindacati e i commercialisti della Firem – assenti i fratelli Pedroni – per discutere del futuro dell’azienda di Formigine. “I numeri sono ancora insufficienti” – ha commentato Cesare Pizzolla della Fiom Cgil. La proprietà è arrivata a garantire 19 posti di lavoro (nel caso in quattro accettino il trasferimento in Polonia) ma per garantire i contratti di solidarietà bisognerebbe arrivare almeno a 25 posizioni. Entro fine mese il sindacato spera di poter fissare un novo incontro, ma si attende l’esito della vendita del capannone di via Quattro Passi: prima si vende, prima si liberano delle risorse. L’altra questione in ballo è la scadenza del 15 novembre, data in cui la famiglia Pedroni si è impegnata a pagare la prima rata del mese di agosto. Ancora nessuna anticipazione ma il sindacato fa sapere che in caso di mancato pagamento dal 16 di novembre riprenderà il picchetto in via Sassi a Modena, sede amministrativa dell’azienda.

 

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