Firem, dichiarato il fallimento


Dopo mesi di confronti e incontri disertati e la speranza attaccata all’accettazione della procedura di concordato preventivo, la vicenda Firem si è conclusa nel peggiore dei modi. Due giorni fa, infatti, il Tribunale di Modena ha dichiarato il fallimento della Firem di Formigine, l’azienda metalmeccanica che l’estate scorsa aveva deciso di delocalizzare in Polonia all’insaputa di tutti. La vertenza è iniziata a Ferragosto scorso, quando i lavoratori si sono improvvisamente accorti che, di notte, si stava svuotando l’azienda dei macchinari. Destinazione: Polonia, nella nuova società creata dal titolare Fabrizio Pedroni. Immediato il presidio degli operai, durato per mesi, fuori ai cancelli aziendali di via Quattro passi a Formigine, per evitare lo smantellamento del sito produttivo. Poi l’inizio delle trattative, per arrivare a salvare l’azienda e l’occupazione. Fino a quando la famiglia Pedroni non ha presentato un piano industriale che prevedeva la prosecuzione dell’attività industriale nel modenese, impegnandosi anche a pagare le retribuzioni arretrate ai 40 lavoratori. Ma i colpi di scena non sono mancati. Improvvisamente la società ha fatto richiesta di concordato preventivo, per evitare il fallimento (probabilmente richiesto da uno dei fornitori). Ma la decisione del Tribunale ha cambiato nuovamente le carte in tavolo e con il fallimento le speranze di una ripresa dell’attività produttiva a Modena diventano nulle.

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