Firem, arretrati di luglio non pagati


La pazienza scende a zero e il presidio raddoppia. I lavoratori della Firem – l’azienda che l’agosto scorso delocalizzò gli stabilimenti in Polonia senza informarli – sono di nuovo sul piede di guerra, dopo che alla mezzanotte di ieri è scaduto il termine per il pagamento degli arretrati relativi al mese di luglio. Il presidio si è spostato davanti alla sede legale dell’azienda, in via Sassi a Modena, dove gli operai – ora in cassa integrazione – presidiano entrambi gli ingressi per ottenere risposta. E la mensilità di luglio non è l’unica risposta che attendono.

Tra le parti non c’è accordo nemmeno sul piano industriale che dovrebbe rilanciare lo stabilimento di Formigine: Firem offre di salvare sedici posti di lavoro, ma tutti e quaranta gli operai vogliono tornare in fabbrica. E respingono totalmente l’accusa della famiglia Pedroni, che sostiene di essere stata bersagliata con sassi all’ingresso dello stabilimento alcune sere fa.

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