Fiorentina-Bologna, una falsa partenza per i rossoblu


BOLOGNA, 12 SET. 2011 – Bologna morbido morbido, pallido pallido e infine piccolo piccolo. Questa è l’impressione dopo la prima trasferta a Firenze col risultato finale fissato sul 2-0. Verrebbe da dire nulla di nuovo sotto il sole. Quante volte infatti abbiamo commentato risultati negativi scaturiti da prestazioni al di sotto di ogni aspettativa e largamente insufficienti? Molto spesso è accaduto, troppo spesso. Stavolta è anche un po’ peggio, perché si trattava della prima esibizione del torneo dopo due mesi di preparazione e di prolungati allenamenti, col nuovo allenatore, Pierpaolo Bisoli, e la nuova società a guidare il mercato estivo. Con Bisoli che per settimane ha bombardato tutto e tutti sostenendo che con lui prestazioni rinunciatarie non erano ammesse, che la voglia e la determinazione dei suoi non sarebbero mai venute meno, assicurando indirettamente che anche su campi come quelli della Fiorentina il Bologna avrebbe giocato alla pari e ovunque avrebbe mirato a fare bottino.A Firenze non si è affatto visto un Bologna di questo spessore, anzi la squadra è quasi scomparsa nella ripresa e i gol viola avrebbero potuto essere ben di più senza una mira sgangherata di molti cecchini toscani. Ai ragazzi di Bisoli non rimane che recriminare su un palo ed una traversa che non hanno consentito alla palla di entrare in rete. E forse su uno schema tattico che lascia troppo isolato Di Vaio. Il Bologna era davanti sempre solo col capitano mentre in area occorre presentarsi numerosi, altro che storie. Per il resto pochissima roba, salvo Diamanti che ha tentato in ogni modo di animare un soggetto spento e opaco. Assieme a lui il vecchio solito Mudingayi che quantitativamente è stato l’unico a fare il suo dovere scorrazzando per tutto il campo. Impossibili altre segnalazioni, ma dalla parte di “cattivi” vanno messi i difensori, portiere a parte, che hanno ballato allegramente, si fa per dire, in balia dei giovani fiorentini.Al di là degli errori commessi,quello che colpisce maggiormente è il riproporsi del solito discorso con le solite conseguenze. Da anni, da anni vediamo che due o tre svarioni imperdonabili e determinanti vengono realizzati in quasi ogni partita: quando vedremo con la maglia rossoblu una difesa decente? Perché i nuovi della dirigenza non hanno migliorato la situazione? Risposta impossibile solo che si pensi al fatto che il pacchetto dei difensori titolari cui ci affidiamo assomma la bellezza di 95 anni ed ognuno di loro, diciamolo, non ha mai particolarmente brillato in carriera. E fermiamoci qui, poiché aver individuato tante carenze nella difesa alla prima uscita significa suonare un campanello assai allarmante. E pure essendoci altri problemi, questo da solo è sicuramente grosso. La dirigenza da poco in sella e Bisoli meritano la prova d’appello che speriamo venga subito a fugare i dubbi di questa (falsa) partenza.

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