Fiom: “Situazione drammatica alle ex Sabiem”


BOLOGNA, 11 GIU. 2013 – I lavoratori delle ex Sabiem di Bologna sono allo stremo. Cinque anni dopo il fallimento, da un anno e mezzo senza ammortizzatori sociali, i circa 60 dipendenti delle fonderie di Santa Viola sono ancora in attesa che si risolva il contenzioso tra il Comune e la nuova proprietà dell’area, la Socofin, che permetterebbe di sbloccare circa 400.000 euro di contributi che spettano loro. "La situazione è drammatica, c’é gente sotto sfratto che non ha i soldi per pagare nemmeno un biglietto del bus", ha spiegato il segretario della Fiom Giordano Fiorani che, con una delegazione, si è presentato a palazzo d’Accursio. "La Sabiem è l’avanguardia di quello che accadrà sul nostro territorio, è la prima che ha questi problemi con la fine degli ammortizzatori ma a breve seguiranno altre situazioni simili", è l’allarme lanciato da Fiorani. Si tratta di lavoratori "condannati alla disoccupazione fino ai 65 anni" e per questo la Fiom ha chiesto "controproposte immediate, come la redistribuzione del lavoro, o sarà a rischio la tenuta sociale di questo territorio". Al Comune, il sindacato ha chiesto di farsi garante dell’accordo, anticipando la quota che spetta ai lavoratori in attesa di sciogliere il contenzioso. Che, a detta della Fiom, consiste nella modalità del pagamento: la Socofin vorrebbe una fidejussione divisa in tre tranches, il Comune in un’unica soluzione. "Si andrà in Tribunale, i tempi si allungheranno, quando non c’é più tempo da perdere", rilevano i metalmeccanici che promettono nuove visite in Comune, lanciando anche un appello ai sindaci perché non rendano esecutivi gli sfratti che pendono sulle teste dei lavoratori. "Noi non possiamo pagare al posto dell’azienda, sono soldi di tutti i cittadini", ha replicato il coordinatore di giunta Matteo Lepore, assicurando di seguire il caso quotidianamente: "Stiamo parlando con la Socofin perché anticipi almeno una parte e abbiamo ricevuto una prima disponibilità che però tarda a concretizzarsi". Allo stesso tempo, ha però messo in guardia il braccio destro del primo cittadino, "non possiamo tirare troppo la corda, perché corriamo il rischio che l’azienda fallisca".

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