Fiom, il no di Modena ai ricatti della Fiat


©Trc-TelemodenaMODENA, 5 OTT. 2010 – La Fiom passa al contrattacco. Dopo la revoca del contratto nazionale firmato nel 2008, decisa unilateralmente da Federmeccanica, le tute blu della Cgil si mobilitano in nome della difesa dei diritti dei lavoratori. La protesta culminerà nella manifestazione nazionale del 16 ottobre a Roma, ma già giovedì prossimo, i metalmeccanici modenesi scenderanno in piazza. La manifestazione partirà alle 14,30 dalla sede della Maserati per concludersi davanti a Confindustria. Due luoghi non casuali.“Dopo Pomigliano – denuncia la Fiom – è partito l’attacco ai diritti dei lavori con Federmeccanica che, sotto la minaccia dell’addio di Fiat, ha recepito in toto il piano di Marchionne che punta a mettere in discussione contratto nazionale, statuto dei lavoratori e diritto allo sciopero”. Una battaglia che contrappone la Fiom, sostenuta da tutti i partiti di sinistra ma non dal Pd, anche a Fim e Uilm, e che a Modena sta sfociando nel vibrante confronto in seno alla Ferrari sui sabati di straordinario. "Eravamo e siamo tuttora disponibili a i sabati comandati che sono previsti – spiega il segretario provinciale della Fiom modenese Giordano Fiorani -, e siamo disposti a sospendere le iniziative che abbiamo messo in campo se l’azienda si rende disponibile a confrontarsi con noi. Altrimenti andremo avanti con iniziative di lotta".A sostegno della vertenza, Fiom annuncia l’intenzione di denunciare i vertici di Fiat e del cavallino rampante per comportamento antisindacale, dopo aver avviato azioni pilota contro Rossimotoriduttori, Titan, Mg, Glem Gas e Faral. Senza dimenticare la difficile ripresa. I lavoratori interessati da ammortizzatori sociali si sono ridotti, ma a fine dicembre scade la cassa integrazione in deroga. Da qui l’appello al Governo di rifinanziare gli ammortizzatori sociali, per evitare l’esplodere di gravi tensioni sociali nei distretti più in difficoltà."L’area di Sassuolo – denuncia Fiorani – rischia la messa in discussione del suo equilibrio sociale. In assenza di ammortizzatori avremo migliaia e migliaia di persone, fra settore metalmeccanico e ceramico, che si troveranno senza più nessun riferimento salariale".

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