Fini Compressori, la vertenza pronta a passare in Tribunale


BOLOGNA, 15 APR. 2010 – Un’assenza che era data quasi per scontata. I vertici della Fini Compressori di Zola Pedrosa, nel bolognese, non si sono presentati all’incontro di questa mattina in Provincia. All’ufficio del lavoro, a guardarsi negli occhi tra loro, c’erano solo lavoratori e sindacati. Sul tavolo la questione delle 76 lettere di licenziamento recapitate ieri e l’arrivo di altre nuove 32. La proprietà è intenzionata a non tornare sui suoi passi. Il futuro della Fini Compressori è in Cina, inutile illudere i lavoratori con altri sei mesi di cassa integrazione, meglio troncare tutto subito. Anche se gli accordi presi con la Regione Emilia-Romagna stabilivano la continuazione degli ammortizzatori.Il prossimo passo degli operai in protesta sono le vie legali. "Stiamo studiando il ricorso in Tribunale per le procedure di dichiarazione di illegittimità della cassa, di discriminatorietà di questa e per l’impugnazione dei licenziamenti dichiarando che quelli decisi dall’azienda sulla base dei criteri di scelta che avevano per oggetto la pregressa cassa integrazione, sono assolutamente illegittimi" spiega l’avvocato Marina Prosperi.Per fermare i licenziamenti si vagliano tutte le possibili iniziative. "Oltre a impugnare i licenziamenti e impugnare la mancata rotazione della cassa integrazione che è servita a pilotare questi licenziamenti, ci auguriamo che ci sia l’unità necessaria tra i lavoratori e i sindacati. Perché all’ordine del giorno, inutile nasconderlo, c’è anche l’occupazione dello stabilimento", sottolinea Luigi Marinelli, Rappresentante sindacale di base.Intanto i parlamentari del Pd di Bologna Gianluca Benamati, Donata Lenzi, Salvatore Vassallo e Antonio La Forgia ed i senatori Walter Vitali, Rita Ghedini, Paolo Nerozzi e Giancarlo Sangalli hanno presentato un’interpellanza ed una interrogazione urgente al Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. I parlamentari chiedono al ministro "cosa intenda fare per sostenere la richiesta del ritiro immediato dei licenziamenti e del ripristino del tavolo istituzionale di confronto finalizzato a utilizzare il massimo degli ammortizzatori sociali possibili con rotazione dei lavoratori coinvolti nella cassa integrazione".

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