Fine sgravi fiscali, allarme settore pesca


Il settore della pesca e dell’acquacoltura è in stato di allerta. Un’impresa su due rischia la chiusura se non verranno ripristinati gli sgravi contributivi previsti dalla legge 30 del 1998.

In Romagna sono pronte alla protesta le marinerie di Porto Garibaldi, Cesenatico e Rimini.

Ai ministeri delle Politiche Agricole e del Lavoro si chiede di emanare in tempo utile, cioè entro il 16 febbraio, la circolare che garantisce l’attuazione del regime contributivo previsto per il settore della pesca. Una soluzione per la quale Legacoop e l’Alleanza delle Cooperative si stanno impegnando con forza.

Viceversa, l’INAIL ha già annunciato che pretenderà il pagamento dei contributi pieni per il 2017 e 2017, con un colpo di spugna che cancella un regime quasi ventennale.

Se nei prossimi giorni non dovessero arrivare novità sostanziali verrà avviata nuovamente la mobilitazione.Tempi strettissimi, ma la questione dei contributi non è l’unica sul piatto.

«Ci riferiamo – dice il presidente di Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Cristian Maretti – all’atto del Ministero dell’Agricoltura con cui si pone fine alla possibilità di fare investimenti con il contributo del fondo europeo della pesca nelle aree sensibili ai nitrati: sul tema c’è già stata una presa di posizione delle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Friuli che condividiamo. Ma anche e soprattutto al blocco ad un metro dal traguardo, per effetto della chiusura della legislatura, del testo unico del settore rimasto fermo alla Camera per 5 anni. Per non dire dei soldi del fermo pesca del 2015 che arrivano a fatica e di quelli del 2016 di cui non si parla neppure», prosegue Maretti.

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