Fine della corsa


BOLOGNA, 28 SET. 2010 – Un bivio fatto di due strade entrambe impervie. Diminuire la fornitura di servizi oppure andare incontro a pesanti bilanci in rosso. E’ la scelta che hanno davanti le aziende che gestiscono il trasporto pubblico locale. Degli imponenti tagli imposti dal Governo agli enti locali, un quinto riguarderà infatti il settore della mobilità. Per questo lo scenario che si prevede in Emilia Romagna è fatto di meno corse di treni regionali e bus, ma anche, nonostante un servizio più scarso, di aumenti tariffari. Ad esserne convinto è l’assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri, che questa mattina ha incontrato rappresentanti delle aziende di trasporto pubblico, degli utenti e degli enti locali.A RISCHIO UNA CORSA SU CINQUE. In questi anni – ha detto Peri – siamo stati impegnati a rinnovare il parco dei mezzi e ad aumentare i servizi. Questo percorso è compromesso dai tagli e speriamo che il governo possa aprire un tavolo specifico con le Regioni su questo tema. Il rischio è che alle aziende vengano tagliati i trasferimenti pur avendo in capo gli stessi servizi. E’ difficile simulare degli scenari, perché è un settore su cui bisogna lavorare di fino: ma il 15-20% delle corse potrebbero diventare finanziariamente insostenibili" CORSA CONTRO IL TEMPO. In Emilia Romagna le risorse che potrebbero venire a meno per il capitolo mobilità sono pari a 70 milioni (un quinto dei 350 tagliati dal Governo sui trasferimenti). Uno dei compiti della Regione è ora quello di ricercare possibili contromisure all’ammanco di finanziamenti. Per farlo c’è tempo fino all’approvazione del bilancio regionale.QUALITA’ PIU’ BASSA, MA PREZZO PIU’ ALTO. Per quanto riguarda gli aumenti tariffari, difficilmente interesseranno il servizio ferroviario (già ritoccato nei mesi scorsi), ma è molto probabile che i biglietti degli autobus per una corsa semplice salgano a 1,20 nelle città dove non costano già così, come a Bologna dove il ticket singolo è da anni fermo a un euro. L’obiettivo è cercare invece di non aumentare troppo gli abbonamenti.COSI’ I TAGLI ALLE FERROVIE. La manovra del governo prevede la soppressione dei finanziamenti ai servizi ferroviari che le Regioni facevano sulla rete nazionale per far fronte alla maggiore richiesta dell’utenza e di quelli per l’efficienza dell’infrastruttura ferroviaria. In tutto si tratterebbe di 73,5 milioni che verrebbero meno per i servizi ferroviari destinati ai pendolari, peraltro quotidianamente al centro di proteste per ritardi, disservizi e una frequenza giudicata troppo scarsa per le esigenze di spostamento.FINE DEGLI INVESTIMENTI. "Noi spendiamo circa 400 milioni – ha detto Peri – fra l’acquisto e il contributo alle aziende, sia per il ferro che per la gomma, e da anni siamo impegnati ad aumentare i servizi, cercando di contenere i costi di funzionamento e favorendo l’integrazione. Un percorso sul quale siamo intenzionati ad andare avanti, ma tagli di questo tipo rendono ingestibile l’intero sistema, con le aziende che rischiano o di ridurre i servizi o di vedersi aprire un grave deficit. Le scelte nello specifico spetteranno poi agli enti locali ed alle aziende, ma in vista dell’approvazione del bilancio cercheremo di arrivare ad una soluzione condivisa con tutti".PRESTO STRADE RIDOTTE A COLABRODO. Il taglio sulla mobilità non riguarderà però solamente autobus e treni. Mancheranno infatti anche le risorse per la manutenzione delle strade che, otto anni fa, passarono dalla competenza dell’Anas a quelle delle Regioni e delle Province: si tratta di circa duemila chilometri in tutta la regione: "per la manutenzione straordinaria – ha detto Peri – abbiamo speso in media il doppio di quello che spendeva l’Anas e abbiamo fatto opere medio-piccole per messa in sicurezza e fluidificazione per 850 milioni. Anche questi lavori sono destinati a rallentare".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet