Finanze comunali a confronto lungo la via Emilia


© TELEREGGIO17 AGO. 2011 – Reggio quella con il minore squilibrio fra entrate e uscite, Modena la meno indebitata, Parma la più inguaiata. Delle tre città emiliane si parla spesso in termini macchiettistici. Nelle polemiche di campanile si fa largo uso dei luoghi comuni: Parma città ducale, confindustriale e moderata, Modena ducale ma rossa, Reggio rossa e contadina. Raramente si mettono a confronto alcuni dati oggettivi per cercare di cogliere qualità e limiti delle rispettive amministrazioni. Il rapporto annuale Cesfel sulla gestione finanziaria degli enti locali permette di fare qualche valutazione di questo genere.Permette, ad esempio, di dire che alla fine del 2010 tutti e tre i Comuni avevano un saldo di parte corrente negativo. In altre parole, se si considera anche la quota capitale del rimborso dell’indebitamento, le spese superano le entrate. Ma nel caso di Reggio e Modena il disavanzo è attorno ai 7,5 milioni di euro, mentre a Parma supera i 21.Una seconda cosa che si può osservare è che la città d’oltre Enza negli ultimi 5 anni ha realizzato investimenti in misura molto superiore alle altre due. Fra il 2006 e il 2010, infatti, il Comune di Parma ha investito la bellezza di 427 milioni di euro: il doppio di Reggio, che si è fermata a 214, e molti, molti di più di Modena, dove l’amministrazione ha investito 244 milioni.Proprio questa enorme mole di investimenti ha contribuito a determinare la crisi finanziaria in cui si dibatte oggi Parma. Se Reggio ha 140 milioni di debiti e Modena appena 39, il Comune guidato da Pietro Vignali arriva a 175. Il problema è che a questi bisogna aggiungere i debiti delle società controllate dal Comune di Parma, di cui l’ente locale è garante in caso di insolvenza. Debiti che, secondo la società di revisione Kpmg, ammontano a 500 milioni di euro.

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