Financial Times: “Il big bang di Bologna”


BOLOGNA, 29 SET 2009 – Una città pronta ad un vero e proprio "big bang". Così il Financial Times, il più prestigioso quotidiano economico del mondo, definisce i cambiamenti che stanno per stravolgere la città di Bologna. Merito dei 25 miliardi di euro investiti in infrastrutture intorno al capoluogo emiliano, vero e proprio "hub logistico del Paese", fulcro dell’intera rete autostradale e ferroviaria italiana.Dopo aver accennato ai soprannomi storici della città (la Dotta, la Rossa, la Grassa), il corrispondente del FT dall’Italia Vincent Boland ipotizza che Bologna possa essere conosciuta, nel futuro, anche per la sua modernità e per la capacità di valorizzare l’esistente. In questo potrà aiutare il progetto della nuova Grande Stazione Ferroviaria progettata dall’architetto Isozaka, "un cubo bianco translucido che sostituirà la stazione esistente, struttura che porta ancora le cicatrici della bomba dell’Agosto 1980". La nuova stazione servirà anche a ricucire il taglio che per la città costituisce la rete ferroviaria: "da una parte- scrive ancora il FT – il gioiello rinascimentale e dall’altra i sobborghi del 20mo secolo". L’articolo passa poi in rassegna i principali progetti urbanistici e infrastrutturali, citando il ‘people mover’ e il nuovo distretto universitario Bertalia-Lazzaretto, e ovviamente l’Alta Velocità, già completata verso Milano e da inaugurare entro fino anno verso Firenze.Proprio l’Alta Velocità è l’infrastruttura più costosa. Dei 25 miliardi investiti intorno a Bologna, circa 18 provengono dal governo centrale, utilizzati soprattutto per le migliorie alle reti autostradali e ferroviarie. I restanti 6,7 miliardi, invece, sono stati stanziati dal territorio.Nell’articolo anche una breve dichiarazione dell’ex sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, che pur definendosi "molto ottimista" spiega come "la crisi possa mettere a repentaglio alcune priorità". Secondo il giornalista quello di Bologna è "uno dei progetti di rinnovamento urbano più grande a livello nazionale ed europeo". La partita per i progettisti "si giocherà sulla valorizzazione dell’esistente attraverso l’inserimento di nuovi edifici, sarà come indossare una bella e antica spilla con una giacca nuova", spiega Patrizia Gabellini, consulente del Comune, professore di architettura al Politecnico di Milano.

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