Filosofia 2010. Trattenimento invece di intrattenimento


©Trc-TelemodenaMODENA, 13 SET. 2010 – Questioni di fortuna, quest’anno, per l’edizione 2010 del Festival Filosofia, un tema di buon auspicio per una manifestazione che si svolge a Modena, Carpi e Sassuolo, in 40 luoghi diversi delle tre città e che comincia, guarda caso, di venerdì 17. "Una data capitata davvero per caso", racconta Michelina Borsari, direttore scientifico del Festival. "La scelta del tema, invece, non è avvenuta per caso. E in un certo senso finisce per coincidere anche con la celebrazione dei dieci anni di un evento di per sé fortunato, ma fortunato anche per i territori che lo hanno ideato e ospitato".Promosso dal Consorzio formato dai soci storici (i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena, la Fondazione Collegio San Carlo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena) il FestivalFilosofia 2010 propone 53 appuntamenti filosofici, 32 tra mostre e installazioni, 22 iniziative musicali e altrettante performance teatrali, in tutto 205 eventi, passando dai filosofi classici ai pensatori contemporanei: da Zygmunt Bauman a Jean Luc Nancy, da Jean Pierre Dupuy a Marc Augè, da Remo Bodei a Emanuele Severino, da Enzo Bianchi a Massimo Cacciari. Ci sarà anche Paolo Villaggio, con il suo ragionier Fantozzi protagonista di una retrospettiva a Carpi, e una new entry tra i pensatori, Alessandro Bergonzoni, che terrà una lezione magistrale inseguendo la fortuna nei suoi paradossi linguistici."La televisione ci sta uccidendo – spiega il comico-pensatore -, lo sport ci sta maltrattando, fenomeni di distrazione di massa all’ennesima potenza. Proviamo, allora, a venire in questi festival, ma non per sciacquarci la bocca, ovvero per fare della cultura colluttoria, che vuol dire arrivare, ascoltare i filosofi, gli attori e poi sputare fuori. Dobbiamo trattenere. Invece che di intrattenimento si deve trattare di trattenimento."Nella grafica del cartellone del Festival 2010 figura una dea bendata pop, alla quale subito va rivolto un auspicio: "Che il dio sole non sia geloso della dea fortuna – conclude Michelina Borsari – e che quindi si faccia vedere. Inoltre che il pubblico venga numeroso e che si ristabilisca quella particolare atmosfera energetica e spensierata che non è affatto il contrario della serietà del pensiero."

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