Fiat, Modena come Pomigliano e Mirafiori


MODENA, 4 OTT. 2011 – Quando escono i nuovi modelli della Fiat? Non si sa. Per ora a uscire è Marchionne dalla Confindustria. Una decisione presa per garantire ancora di più alla casa di Torino (sempre più di Detroit) la tanto agognata flessibilità in materia di lavoro. La firma degli accordi del 28 giugno tra l’associazione degli industriali e i principali sindacati (tra cui la Cgil), è stata considerata dal manager in maglioncino come un bastone tra le ruote. Un patto che neutralizzerebbe gli effetti dell’articolo 8 inserito nell’ultima manovra finanziaria del governo. Poche righe che sanciscono modifiche ‘ad aziendam’ in materia di diritto del lavoro. Lo stesso articolo che a fine agosto, prima di essere ancora approvato, era stato considerato da Marchionne una scintilla tale da accendere gli investimenti della Fiat a Grugliasco, stabilimento nel quale si produrranno automobili con il marchio Maserati.A Modena la preoccupazione tra i lavoratori del Tridente è alta. A pesare è soprattutto "la non chiarezza da parte dei vertici", come spiega Cesare Pizzolla, segretario della Fiom modenese, intervistato dal Tg3 regionale. "Sul fronte Maserati – continua il sindacalista – c’è un forte timore che qualcuno possa di punto in bianco considerare inutile costruire auto in quel di Modena". Una paura che è rafforzata ulteriormente dal fatto che vetture Maserati già si producono altrove. E’ fresco di presentazione l’ultimo suv Maserati, chiamato Kubang, fabbricato a Detroit e progettato sulla falsa riga del ‘jeeppone’ Grand Cherokee.Nella Motor Valley Fiat non è solo sinonimo di Maserati. C’è, ovviamente, la Ferrari, sul cui fronte non sembrano però esserci nubi di tempesta. Domani si aprono le trattative per il rinnovo del contratto aziendale, e il Cavallino sembra intenzionato a confermare in tutto e per tutto la stessa linea tenuta in passato. Più minato è il terreno di Cnh, che produce trattori, e di Irisbus, azienda europea di autobus e filobus. "la preoccupazione dei lavoratori è legato al possibile mutamento delle relazioni e dei rapporti aziendali all’interno di queste realtà modenesi", dice sempre Pizzolla. In altri termini, si sta concretizzando lo scenario di un’estensione degli accordi di Pomigliano e Mirafiori anche sotto la Ghirlandina. "Accordi contro i quali tutta la Fiom si opporrà tenacemente", garantisce Pizzolla.

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