Fiat, la Frascaroli con i sindacati nel giorno del voto


BOLOGNA, 15 GEN. 2011 – L’eco dello scontro Fiat è arrivato fino a Bologna. Ieri sera, mentre a Mirafiori terminava il voto che ha deciso il futuro della fabbrica torinese,Aamelia Frascaroli ha organizzato un confronto con Cisl, Cgil e Fiom per parlare di lavoro e impresa. La candidata alle primarie del centrosinistra cittadino si è detta "molto vicina" alle rivendicazioni della Fiom, ma anche interessata dalla terza via indicata dalla segretaria Cgil Camusso: "Forse da donna, vedo un tentativo femminile di trovare ad ogni modo una strada per tenere una posizione: proteggere gli operai che è la priorità". "E’ un momento dai risvolti storico-culturali che influirà sulle vite quotidiane della gente", ha esordito la Frascaroli, prima che scoppiasse, inevitabile, lo scontro tra i sindacati. "Marchionne pone un problema fondato, ma la soluzione è una linea sostanzialmente demenziale, priva di prospettive", ha sottolineato Danilo Gruppi, segretario Cgil, secondo il quale sarà a rischio "il modo di regolare le relazioni sociali". Ma per Fabrizio Ungarelli, della segreteria Cisl, "quello della Fiat è uno solo delle decine di migliaia di accordi per migliorare la produttività e il salario". E neanche il peggiore: "Basterebbe controllare quelli che abbiamo fatto qui nel settore tessile per salvare il salvabile". Netta la replica di Bruno Papignani, leader Fiom: "Quando il sindacato più importante è fuorilegge il dialogo sociale diventa una buona speranza. Se a Bologna escludessimo chi non ha il 51%, saremmo da soli". E dopo la sottolineatura della Frascaroli a dividersi sono le stesse Cgil e Fiom: "Solo un pazzo può ritenere di non ripartire dal dialogo sociale in questa crisi", è l’opinione di Gruppi, ma per Papignani la firma tecnica all’accordo prospettata dalla Camusso "é un’invenzione che regge pochissimo, tanto non te lo farebbero firmare". Quindi si è passati oltre, alla proposta di un Tavolo metropolitano per lo sviluppo economico avanzata dalla Frascaroli: "Se dopo 25 anni di economia liberista siamo in questa situazione è perché la politica non ha imposto una direzione di marcia", è stata l’apertura di Gruppi che ha chiesto di "tornare a pensare a una governance dei processi economici". Per Ungarelli servirebbe ampliare il dialogo anche alla Regione: "E’ lì che si decidono i fondi, ma si fanno investimenti a pioggia senza coinvolgere imprese e sindacati". D’accordo anche Gruppi: "La Regione è l’unico vero soggetto istituzione che può intervenire sugli indirizzi economici"."SOLO TATTICA DIETRO IL CIVISMO DI ALDROVANDI"Oggi invece la Frascaroli ha detto la sua sul civismo di Stefano Aldrovandi, che secondo lei è "tattica politica, poteri forti, il vecchio establishment dei tanti palazzi della città. Il profilo di un quasi-candidato che non crede nelle primarie e che aspetta la benedizione dall’alto. Se deciderà di candidarsi, per me sarà soltanto un rispettabile avversario politico". "Mi aspettavo – ha detto la Frascaroli – se non un programma, almeno un progetto o una parola chiara. Invece, nella quasi-candidatura a sindaco di Bologna di Stefano Aldrovandi, ho solo visto la controfigura di Giorgio Guazzaloca. Chiede tempo, parla di settimane. Mi sembra chiaro che, per decidere, vuole sapere chi uscirà vincitore dalle primarie del centrosinistra per cercare di mettere d’accordo il centrodestra, aspettare il via libera di Berlusconi e Casini, studiare l’avversario, scegliere le parole giuste".

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