Fiat, fissato per il 16 luglio un tavolo sulla Cnh di Imola


9 LUG. 2009 – Il futuro dello stabilimento Cnh di Imola, che la Fiat intende chiudere tra due anni, sarà al centro di un tavolo specifico fissato per il 16 luglio. Lo si è deciso nella riunione tecnica che si è svolta ieri al ministero dello Sviluppo Economico, alla quale hanno preso parte i sindacati, l’azienda, il Governo e le regioni. Il tavolo sull’auto, invece, – secondo quanto riferito dai sindacati – si aprirà a settembre. In particolare, saranno affrontate le questioni relative agli stabilimenti di Termini Imerese e Pomigliano."La Fiat – ha detto il segretario nazionale della Uilm, Eros Panicali – voleva che si uscisse dalla riunione con la garanzia di strumenti specifici per la Cnh di Imola. Noi – ha aggiunto il sindacalista – abbiamo detto che questa è una discussione che si farà al tavolo Fiat Auto a condizione che non cessi l’attività produttiva su quel territorio". Il responsabile auto della Fiom, Enzo Masini, ha sottolineato la necessità di tavoli specifici su Cnh e Fiat Auto. "La strada è in salita – ha detto – bisogna che la Fiat torni sui suoi passi e sia disponibile a rivedere il piano. Il Governo ci ha detto che ci sono a disposizione 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, noi invece avevamo chiesto il raddoppio dell’ordinaria". Al tavolo di confronto con il gruppo Fiat ha partecipato anche il sindaco di Imola Daniele Manca, che ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare a Vasco Errani. Il presidente della Regione Emilia-Romagna è stato, secondo Manca, "determinante" per ottenere la convocazione di una riunione nazionale specifica sul piano industriale di Cnh Italia e ha sempre mantenuto una "ferma contrarietà" alla decisione di chiudere lo stabilimento Cnh di Imola. "Ringrazio Errani perché la sua presenza è stata determinante per ottenere questo risultato", ha detto il sindaco riferendosi al tavolo del 16 luglio. E ha aggiunto: "Mi rendo conto che la situazione è complessa e il settore delle macchine movimento terra è particolarmente in difficoltà. Per questo è indispensabile l’intervento del governo, il solo che può influire sulle decisioni del gruppo Fiat riguardo alla sorte degli stabilimenti italiani". Tuttavia, di fronte alla conferma dei vertici del gruppo Fiat della volontà di "trasferire a Lecce e Torino le produzioni che oggi si trovano nello stabilimento di Imola", Manca ha detto: "Ribadisco la nostra ferma contrarietà a questa decisione, che priva la nostra città di un importante punto produttivo e che non può essere considerata degna di un piano industriale serio".Stamattina, infine, la Rsu di Ferrari Auto ha deciso di espimere in una nota la "propria solidarietà ai lavoratori in lotta alla Cnh di Modena e di Imola e della Fiat Auto di Termini Imerese ed indotto". "Le motivazioni della lotta sono sempre le stesse – scrive la Rsu – l’indisponibilità sul piano sociale da parte delle direzioni aziendali, anche se con sfumature diverse: Imola e Termini rischiano chiusure imminenti, mentre a Modena vengono disattesi gli accordi aziendali".

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