Fiat e diritti dei lavoratori: a Maranello campane a morto


MARANELLO (MO), 7 DIC. 2011 – Operai in fila che recitano il De profundis per denunciare la scomparsa del loro contratto di lavoro. Va in scena a Maranello, davanti allo stabilimento Ferrari, il funerale organizzato dagli iscritti alla Fiom. Stamattina in calendario c’erano due ore di sciopero a inizio turno, uno spazio di tempo che è stato riempito con una liturgia funebre celebrata da un gruppo di lavoratori vestiti di saio con campanaccio alla mano e tanto di bara contenente un accordo contrattuale che ha i giorni contati.Subito dopo aver comunicato l’uscita da Confindustria, infatti, la Fiat ha disdetto l’applicazione del contratto nazionale e di tutti quelli aziendali dal 1969 ad oggi. Nei progetti dell’azienda c’è l’estensione a tutti i lavoratori dell’accordo stipulato per lo stabiliemento di Pomigliano. A Modena i dipendenti Fiat, sparsi tra Ferrari, Maserati, Cnh e Irisbus, sono 5000. L’ufficialità sul passaggio al ‘nuovo modello’, fatto di inferiori diritti e maggiori ore di lavoro, ancora non c’è, ma secondo la Fiom è solo questione di giorni.Far fuori una contro parte scomoda come Fiom è un altro degli obiettivi della multinazionale con sede a Torino. Paolo Rebaudengo, responsabile delle relazioni industriali Fiat, "vuole parlare solo coi firmatari del contratto di Pomigliano", spiega il segretario della Fiom modenese Giordano Fiorani. "Ma noi non abbiamo abbandonato il tavolo, è l’azienda ad essersene andata, assieme a Fim, Uilm, Ugl, Fismic, ecc".L’integrativo aziendale alla Ferrari è scaduto da tre anni e mezzo. Dall’inizio del 2012, se a far fede sarà il contratto di Pomigliano, è scontato un peggioramento per i lavoratori in termini di diritti e retribuzioni. I primi tre giorni di malattia, ad esempio, potrebbero non essere pagati, e dalle attuali quaranta, le ore di straordinario potrebbero allungarsi a 120. La rappresentanza da parte della Fiom potrebbe poi essere messa in pericolo nel caso il sindacato si rifiutasse di non firmare l’intesa. Nelle Rsu, infatti, non potrebbero essere eletti delegati dei metalmeccanici di Cgil, che perderebbero il diritto anche solo di organizzare delle asseblee.

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