Fiat disdice i contratti e Modena si preoccupa


©Trc-TelemodenaMODENA, 22 NOV. 2011 – Prima Pomigliano, poi Mirafiori, quindi l’uscita da Confindustria, i cui effetti si sono manifestati concretamente ieri, con la lettera inviata da Fiat alle organizzazioni sindacali in cui il Lingotto ha dato disdetta di tutti i contratti a partire dal prossimo gennaio prossimo. Un provvedimento che però risparmia Modena. Gli oltre 5mila lavoratori di Ferrari, Maserati e Cnh non saranno interessati da quello che viene comunemente definito il “modello Pomigliano”, ma in attesa di capire le intenzioni di Marchionne cresce la preoccupazione.  Fiom Cgil, a livello nazionale, ha già annunciato azioni legali contro Fiat, mentre a Modena, il segretario provinciale Giordano Fiorani teme che questo sia solo l’inizio per estendere a tutte le aziende del gruppo il contratto di Pomigliano. Possibilità questa rigettata con forza anche dal segretario provinciale della Uil, Luigi Tollari, secondo cui “Sarebbe impensabile replicare quel modello contrattuale anche a Modena”. Da qui la richiesta del sindacato a Fiat di convocare al più presto un tavolo nazionale per capire cosa succederà. “Siamo disponibili, anche a Modena – spiega Tollari – a rivedere alcuni parametri contrattuali, ma escludiamo di farlo nei termini in cui si è fatto per Pomigliano”. Tesi condivisa anche dal segretario provinciale di Fim-Cisl, Claudio Mattiello, che nel chiedere un unico contratto nazionale che faccia però da cornice a singoli integrativi aziendali, lancia anche una stoccata a Fiom-Cgil: “Noi – dice Mattiello – di certo non faremo sindacato nelle aule di tribunale, ma nelle sedi opportune”.  

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