FIA-FOTA, nuova rottura. il mondiale 2010 è ancora a rischio


TORINO, 8 LUG – Salta ancora l’accordo tra la Fia e la Fota. A due settimane dall’incontro di Parigi, che sembrava aver segnato definitivamente la pace, il mondiale 2010 torna a rischio. Giusto il tempo di sedersi attorno al tavolo dello Sporting Working Group riunito oggi al Nuerburgring, dove domenica si corre la nona prova del mondiale, e tra la Federazione dell’automobilismo e i team ‘ribelli’ guidati dalla Ferrari è di nuovo scontro sulle regole della Formula 1. Una guerra infinita, che torna a minacciare il futuro dell’automobilismo."La Fota – scrive la federazione internazionale – era stata invitata al meeting per discutere le sue ulteriori proposte per il 2010. Sfortunatamente non è stata possibile alcuna discussione perché le scuderie hanno lasciato la riunione". Già, perché i team principali si sono sentiti dire dal rappresentante della Fia, Charlie Whithing, che "al momento le loro squadre non fanno parte del prossimo campionato – spiega la Fota – e quindi non hanno diritto di voto riguardo ai suoi regolamenti tecnici e sportivi".Il ferrarista Stefano Domenicali e i suoi colleghi sono balzati sulle sedie e tutti insieme, come avevano fatto a Silverstone annunciando la preparazione di un campionato parallelo, hanno lasciato la stanza. Dove, insieme al rappresentante della Federazione, sono rimasti soltanto in cinque: i rappresentanti dei tre nuovi team e quelli di Williams e Force India, da tempo ormai lontani dalla Fota.Per la Ferrari e le altre sette scuderie, invece, le discussioni sono finite prima ancora di iniziare. "Non abbiamo avuto altra scelta – fanno sapere – perché non ci è stato permesso di esercitare i nostri diritti". Quelli cioé sanciti dalle strette di mano di Parigi, lo scorso 24 giugno, quando "tutti gli otto team – ricorda ancora la Fota – erano stati inclusi tra quelli accettati nella lista per il mondiale".Un accordo scritto nero su bianco in un comunicato della Fia , in base al quale le regole per il 2010 e per gli anni successivi erano "quelle del 2009 così come erano state stabilite prima del 29 aprile". Oggi, invece, la retromarcia – in qualche modo anticipata ieri dalla richiesta di Max Mosley di cambiare le regole all’unanimità – e la nuova rottura."A Parigi non era stata espressa in nessun modo la necessità di ottenere un’approvazione unanime sulle modifiche ai regolamenti", sottolineano i team ribelli, che hanno chiesto invano di rimandare la riunione di oggi. "La richiesta è stata respinta – riferiscono le scuderie – sulla base della considerazione che non sarà finalizzato nessun nuovo Patto della Concordia prima che sia ottenuta un’unanime approvazione delle regole per il 2010".Così ora le squadre tornano ad attaccare: "Le basi per le regole sportive e tecniche per il 2010 – sottolineano – erano già state stabilite a Parigi. Andare contro la volontà del Consiglio mondiale e del contenuto di quell’accordo mette il futuro della Formula 1 a rischio". (di Alessandro Galavotti)

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