FFF, tra nuove tendenze e vecchie tecniche rispolverate


BOLOGNA, 20 APR. 2011 – Aspettando due barbuti d’eccezione, Lucio Dalla e Luc Besson, ospiti della giornata di domani, inizia a Bologna il Future Film Festival. Giunto alla tredicesima edizione, da oggi al 23 aprile, l’evento è la mecca per gli appassionati d’animazione, di fantascienza e di effetti speciali. Il primo film ad essere presentato è stato ‘Cappuccetto rosso sangue’ – rilettura gotica e orrorifica della celebre fiaba diretta da Catherine Harwicke, regista di ‘Thirteen’ e della saga di ‘Twilight’. Decurtato nelle finanze il festival si è visto costretto anche nei tempi. Così che gli eventi sono tutti più fitti. La giornata più ricca è forse quella di giovedì, con la presenza di Luc Besson per l’anteprima del suo ‘Arthur 3 – La guerra dei due mondi’, ultimo capitolo della trilogia d’animazione tratta dai suoi romanzi per ragazzi. In omaggio al cineasta francese, il ‘Future Film Festival’ propone la Maratona Minimei, con la proiezione di tutti e tre i film della saga, oltre a ‘Il quinto elemento’ e ‘Le straordinarie avventure di Adele Blanc-sec’.Sempre giovedì è atteso Lucio Dalla, nelle vesti di doppiatore di un personaggio di animazione, il piccolo etrusco Apa, protagonista di un corto in 3D stereoscopico sulla storia di Bologna dall’epoca etrusca, al Settecento, realizzato per il nuovo Museo della Città. Dal Futur Film Festival ci si attende un assaggio degli effetti speciali dei film di domani. Fa tendenza, invece, anche riproporre le vecchie tecniche di una volta, come il classico ‘stop motion’. "Molti registi importanti, come Tim Burton – spiega Giulietta Fara direttrice del FFF – recuperano anche tecniche del passato, come per esempio la ‘stop motion’, ovvero l’animazione a passo uno con i pupazzi"."Il Festival – ha spiegato alla presentazione di lunedì scorso Oscar Cosulich, l’altro curatore insieme a Giulietta Fara – si è spostato da gennaio a aprile, facendo un po’ di necessità virtù. Abbiamo ridotto la manifestazione di un giorno, passando da cinque a quattro e il budget è stato ridimensionato – ha aggiunto -. Abbiamo fatto una specie di miracolo, anche con tanto volontariato, ma volevamo tenere aperto questo festival".

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