Festa mesta per la polizia penitenziaria


BOLOGNA, 31 MAG. 2011 – Al carcere bolognese della Dozza si celebra una ricorrenza. E’ la festa regionale della polizia penitenziaria, 194° anno. Ma da festeggiare non c’è un gran che. Lo ricorda la protesta degli agenti del Sappe, il sindacato autonomo di settore, che approfitta dell’appuntamento istituzionale per sottolineare ancora una volta problemi da anni non risolti. La situazione delle carceri in Emilia-Romagna è infatti sempre più drammatica. Manca il personale sufficiente a gestirle, le strutture sono fatiscenti, e i serbatoi di auto e blindati sono vuoti, così che la benzina per accompagnare a processo i detenuti viene anticipata di tasca propria da chi è in servizio."Mancano i soldi anche per le traduzioni, non ci sono risorse per pagare le missioni al personale di polizia penitenziaria, che è costretto a fare fino a quaranta ore di lavoro straordinario al mese, delle quali solo dieci vengono retribuite". A parlare è Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, il sindacato che stamattina alla Dozza ha organizzato un sit in di protesta.Le difficoltà del mondo carcerario sono state ammesse anche dal provveditore dell’amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna, Nello Cesari. "Assicurare l’ordinarietà in una situazione di straordinaria emergenza è un grande risultato" sono state le sue parole. Se il sistema ha retto, è il punto di vista di Cesare, lo si deve alla dedizione degli agenti. E’ stata la loro professionalità, ha continuato, a reggere il peso di problemi come "il sovraffollamento, l’insufficienza di fondi, la carenza di personale".

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