Festa azzurra a Bologna: vince il Napoli 2 a 0


BOLOGNA, 10 APR 2011 – Il sogno continua. E si colora, sempre più, di bianco, rosso e verde. A Bologna il Napoli mette in carniere il punto numero 65 della sua stagione, supera l’Inter, vittoriosa nell’anticipo con il Chievo e fa davvero paura al Milan. Per una manciata di ore, quelle che separano il triplice fischio in Emilia dalla gara del Franchi, in vetta alla serie A si sta in due sullo stesso pianerottolo. Scortato da una marea azzurra, oltre 15.000 i partenopei sui gradini del Dall’Ara completamente esaurito, Mazzarri schiera un Napoli a forte trazione anteriore. L’assenza di Cavani squalificato spinge il tecnico livornese a disegnare un 4-3-3 con Hamsik e Mascara a supportare l’estro di Lavezzi. Uno abituato a far male, fuori dal San Paolo – già cinque i suoi gol lontano da casa – con la sua velocità e la sua fantasia. Alle spalle del trio d’attacco, i polmoni e la corsa di Maggio, Pazienza, Yebda e Dossena. Sull’altro fronte, Malesani – più che tranquillo a metà classifica ma desideroso di cancellare la sconfitta di Brescia – manda a pungere, in avanti, il giovane Paponi al fianco dell’eterno Di Vaio, supportati da Ekdal, a fare l"elasticò tra le linee e un centrocampo a quattro a imbrigliare le fonti di gioco napoletane. Con in testa quel Bologna-Napoli di 21 anni fa che regalò a Maradona e compagni il lasciapassare verso il secondo scudetto, complice la sconfitta del Milan nella ‘fatal Verona’, sono gli azzurri a partire più aggressivi. Giusto il tempo di scrollarsi di dosso una conclusione da fuori, velleitaria, di Di Vaio e il Napoli ci prova con Lavezzi ben imbeccato da Dossena; fa incetta di angoli – cinque in un amen – e reclama un rigore per un contatto del ‘Pocho’ con Buscé che Orsato non prende neanche in considerazione. Nulla di trascendentale, ma una pressione costante che tiene il Bologna lontano da De Sanctis e permette ai centrocampisti campani di giostrare il pallone in attesa degli scatti di Lavezzi e Mascara e degli inserimenti sulle fasce di Dossena e Maggio. Proprio Maggio, alla metà della prima frazione, si allunga sulla destra e mette al centro per Lavezzi: tacco dell’ argentino, Viviano pasticcia e Mascara da due passi segna la sua prima rete con la maglia del Napoli. Il boato del Dall’Ara dipinto d’azzurro rinsalda la convinzione dei giocatori di Mazzarri che controllano agevolmente la gara affidandosi alle sfuriate dei tre là davanti raggiunti, in velocità, dalle fiondate precise di centrocampisti e difensori. Sullo scadere del tempo, un lancio dalle retrovie pesca l’accoppiata Hamsik-Lavezzi, scattata sul filo del fuorigioco: lo slovacco entra in area e cede al compagno che viene atterrato da Viviano. Cartellino giallo per il portiere, e rigore che Hamsik realizza con sicurezza. La partita di fatto finisce qui. Di Vaio, unico dei rossoblù a cercare di rendere più ‘frizzante’ la contesa, ci prova un paio di volte a tu per tu con De Sanctis – prima si fa deviare una conclusione da fuori, poi lo grazia da due passi – ma non riesce a mutare il volto di una partita (ci prova da fuori anche Rubin, neutralizzato da De Sanctis) gestita senza affanni dal Napoli, pericoloso con Hamsik e in totale controllo. Poco impensierito da un Bologna al piccolo trotto, forse appagato dal buon torneo disputato sino ad ora e soverchiato dalle motivazioni dei ragazzi di Mazzarri e dei loro tifosi. Per gli uomini di Malesani (che comunque sono tranquilli a quota 40 punti) è la seconda sconfitta consecutiva, cosa mai successa da inizio stagione. Gli azzurri lasciano invece il Dall’Ara con la testa a Firenze, all’Udinese – prossima avversaria al San Paolo – e con un motivetto ben ritmato: ‘Chi non salta rossonero e’..’.

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