Ferrovie, Fast Emilia-Romagna si mobilita contro il macchinista unico


BOLOGNA, 10 SET. 2009 – Dal 14 settembre le Ferrovie dello Stato hanno introdotto il macchinista unico, ovvero “un solo agente di condotta in cabina di guida”, come si definisce in gergo tecnico. Una modalità che prima era utilizzata solo sui treni regionali. Tra le sigle che non hanno ancora digerito il cambiamento operato dall’azienda, c’è la Fast, federazione dei sindacati di trasporto. In Emilia Romagna il sindacato ha proclamato l’agitazione e preannunciato un possibile sciopero.Il macchinista unico è accusato dal segretario regionale Roberto Santi di violare “il diritto costituzionale al soccorso pubblico e alla salute” in caso di malore, e di “creare gravi disservizi”, anche a causa di tecnologie ritenute obsolete: in particolare il Sistema controllo marcia treni (Scmt), che secondo il segretario genera errori da parte del macchinista, a volte indotto a saltare la fermata. “Ma nel tavolo tecnico – ha sottolineato Santi – le nostre osservazioni non sono state prese in considerazione”.La Fast punta il dito, inoltre, sullo “scadente standard di manutenzione, pulizia e igiene dei treni regionali, anche nell’ottica della prevenzione del contagio da influenza A”.Altra questione sul tavolo è l’esternalizzazione di parte del lavoro dell’Officina manutenzione locomotive di Bologna. “L’azienda – ha spiegato Santi – aveva garantito 24 assunzioni, che non possono essere attuate a causa delle esternalizzazioni. Chiediamo che almeno 15 mila ore di lavoro rientrino”. Il sindacato lamenta inoltre la ‘scomparsa’ dai dati aziendali del 2008 di 65 pantografi prodotti dall’officina. Il 31 agosto, i lavoratori dell’Oml avevano respinto l’ipotesi di accordo sulla riorganizzazione del lavoro, firmata da altri cinque sindacati regionali con l’azienda. “Trenitalia – ha aggiunto Santi – ha dieci giorni per convocare un tavolo di confronto. Se non lo farà andremo allo sciopero”.

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